Pubblicato in: Scrivere per il Web

Liste e tabelle

liste e tabelle

Vediamo insieme un altro mezzo che viene poco usato o impiegato male negli articoli del web:

Le liste!

L’utilizzo delle liste servono esclusivamente per dare risalto a ciò che vogliamo elencare e questo avviene tramite il contrasto che si genera tra la parte discorsiva del contesto e la parte visiva che genera una lista. Del resto:

  • aiutano l’autore alla precisione e alla concretezza;

  • favoriscono l’utente nella perlustrazione del testo;

  • aiutano nel creare un aspetto più ordinato dell’articolo;

  • agevolano la lettura nel reperimento delle informazioni;

  • alleggeriscono testi troppo lunghi;

Perciò come si può ben notare sono strumenti molto utili ed è un peccato non saperli utilizzare. Ricordiamoci che è importante giocare sia con le parole sia con l’aspetto grafico.

Pulizia e ordine

Un altro consiglio che vi do spassionatamente è cercare sempre l’alternativa che risulti più discreta e meno ingombrante. Evitate quindi simboli stravaganti per non disorientare il lettore. Usate i “pallini” classici che la maggior parte delle piattaforme inseriscono in default e avrete sicuramente una pagina più pulita e meno complicanze.

Quando usare i numeri?

Da quel che ho visto in rete e nei miei studi da blogger, oltre che da giornalista, i numeri nelle liste vengono usati sopratutto per eseguire una determinata procedura gerarchica, una sequenza logica; mi vengono in mente le istruzioni per installare un programma: primo passa fai così; secondo passo fai colà; ecc.

E le tabelle?

Se le liste sono difficili da trovare nei vari blog le tabelle sono una razza ormai estinta da mo’. Diciamo che questo strumento viene più usato per localizzare rapidamente le informazioni. Da evitare tabelle troppo larghe o con troppe colonne che obbligherebbero l’utente a “scrollare” la pagina in orizzontale per leggerle.

Dal mio punto di vista e dal tema del mio blog, sarà molto difficile che utilizzerò mai tabelle, in quanto gli argomenti che tratto non hanno bisogno di questa tipologia di strumento. Diciamola così:

  • usate le liste quando gli elementi da presentare appartengono a una solo categoria di informazione;

  • usate le tabelle quando dovete mettere in relazione due o più insiemi di elementi.

Con questo articolo credo che grosso modo si è capito come strutturare il testo per incominciare a scrivere un buon articolo per il web. La prossima volta ci inoltriamo sul mondo dei link.

Se vi è piaciuto l’articolo perché non mi lasciate un like e magari lo condividete? 🙂

@ 2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: Scrivere per il Web

Titolo: come si crea?

titolo: come si crea?
foto presa dal sito http://www.alfredopini.com/ un grande artista che vi consiglio di andare a curiosare

Allora come vi è sembrato scrivere con il modello a “piramide rovesciata”? Vi trovate? Mi raccomando fatemi sapere tutti i vostri successi e difficoltà.

Il titolo per chi legge

Se vi ricordate ne parlai quando dovetti scegliere il titolo del mio libro di fantasia, rammentate? Un buon titolo deve suscitare curiosità e aiutare il lettore a capire il nucleo centrale del messaggio che fra poco inizierà a leggere. Ricordatevi che i lettori nel web sono frettolosi quindi è con il titolo che vi “giocate” l’utente.

Il titolo per chi scrive

Se non riuscite ad assegnare subito un titolo per il vostro scritto vuol dire essenzialmente due cose:

  • non avete scritto qualcosa di consistente da risultare così rilevante per chi legge. Probabilmente sarebbe il caso di tagliare delle parti di testo.
  • Avete scritto troppi argomenti da non riuscire a comprendere qual è il tema dominante. «… siete andati fuori tema» come vi direbbe la vostra anziana maestra delle elementari!

Io di solito finito l’articolo provo a leggere solo i titoli e i vari sottotitoli che compongono i paragrafi e capisco se sintetizzano bene il testo oppure c’è qualcosa da migliorare, se funziona con me, non vedo perché non dovrebbe funzionare anche con voi.

Alcuni consigli:

  • il titolo è un titolo! E come tale non deve superare le 50 battute spazi inclusi;

  • deve riuscire a suscitare interesse;

  • deve essere auto sufficiente in modo tale da far capire di cosa tratterà l’argomento;

  • giocate con le frasi interrogative, i lettori cercano risposte a dei quesiti, se azzeccate la loro domanda che gli ronza attorno, il più è fatto!

  • usate i tag html <h1> titolo principale <h2> i sottotitoli e avanti così …

  • ricordate le parole chiave!!! 

L’abstract: un breve riassunto.

Per concludere questo articolo spendiamo due righe sull’abstract che non è una delle magie lanciate da Harry Potter. Mettiamo il caso che il vostro articolo sia luuuungo, che ne direste di mettere tra il titolo e l’inizio dell’articolo un riassunto con un massimo di 50 parole per aiutare l’utente a capire se è entrato nella pagina giusta, oppure no? Una ideona, vero? Vediamo come strutturarla:

  • Rispondete alla domanda di un utente immaginario che vi chiede: «Di che parla il tuo articolo?»

  • Parole chiave al primo posto mi raccomando;

  • Avete poche parole non perdete spazio importante parlate di cose concrete, di fatti!

  • Mi raccomando scrivetelo sopratutto dopo aver finito l’articolo! Sembra ovvio ma tanto ovvio non è.

E con questo ho finito, come sempre se ci sono domande potete tranquillamente mandarmi una mail o scrivete un messaggio qui sotto e se vi ha incuriosito condividetelo con i vostri amici; aiutate me nel farmi conoscere e aiutate voi nelle prossime ricerche su internet che farete 🙂

© 2017 Paolo Bua Corona

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Ci viene in aiuto Cheope

la piramide rovesciata

Rieccoci qui, ad affrontare come scrivere un buon testo sul web. Dunque per prima cosa vi avviso che la foto è stata messa all’incontrario apposta proprio perché oggi parliamo della “Piramide Rovesciata

Cos’è questa famosa piramide? (quella in foto è la famosa piramide di Cheope, ndr.) È un sistema che posta le informazioni principali subito nelle prime righe dell’articolo, ovviamente in base all’articolo che stiamo scrivendo; in un racconto sarà difficile che vi inserisca subito la parte principale della trama, no?

Questo sistema lo si usa sopratutto nel giornalismo dove, ai bravi neofiti, gli si chiede di rispondere alle 5 W: Who? What? When? Where? Why? Le risposte devono far capire subito al lettore di cosa troverà nell’articolo.

Ma perché una piramide?

Perché avremo in cima le informazioni principali, poi le informazioni importanti, poi metteremo informazioni utili ma non essenziali e infine tutte le info di contorno.

Vi ricordate come leggono gli utenti, no? Ecco il perché della piramide. Se il lettore alle prime righe capisce di cosa tratta l’articolo e magari è proprio quello che sta cercando, facilmente leggerà tutto il vostro lavoro, magari cliccando qualche link per strada, per avere maggiori dettagli.

Il paragrafo

Ricordatevi che scrivere è una passione, e come tale va fatta con … passione! Quando scrivete un articolo per il web provate a formularlo in paragrafi e ogni paragrafo sia composto con il modello della piramide rovesciata. Esso deve contenere al suo interno un tema ben preciso quasi da essere completamente autosufficiente con il paragrafo successivo. Questo permetterà al lettore di individuare subito cosa gli interessa “scorrendo con lo sguardo” i vari moduli che compongono l’articolo. Ogni paragrafo verrà distanziato dall’altro con un bello spazio.

Provare per credere

Se incomincerete a scrivere con questo modello avrete due vantaggi sicuri: in primo luogo riuscirete a creare un articolo ben ordinato fornendo una mappa concettuale che permetterà di orientare il vostro futuro lettore nelle parti successive del testo; in secondo, sarete in grado a rafforzare la vostra capacità di sintesi e di organizzazione mentale, vi pare poco? Provate a immaginare di applicarlo nello studio delle presentazioni del libro o nella preparazione di un esame o in un colloquio di lavoro …

© 2017 Paolo Bua Corona

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Come leggono gli utenti del web

punti di vista,
foto dal sito http://enricca.tumblr.com/

Partiamo subito col dire che la cosa più preziosa che abbiamo è il tempo! Non possiamo averne di più e quello che abbiamo dobbiamo utilizzarlo al meglio perché se no, è andato perso. Capendo questo possiamo intuire come leggono gli utenti del web.

Tutto e subito

Per prima cosa si nota che il lettore vuole possedere subito le informazioni che sta cercando. Apre una pagina per via del titolo o dello snippet; la pupilla saltella di qua e di là sullo scritto cercando di captare cosa parla la pagina e se non trova le parole che si aspetta, passa ad altro. Sì, avete capito bene. E vi dirò di più, se siete stati bravi, (nella media intendo) avrete la fortuna che riusciranno a leggere 1/5 di quello che avete scritto. Vedete anche voi che il lavoro di copywriter non è che sia proprio facilissimo, vero?

Attendibilità

Il lettore si accontenta di ciò che sembra più ragionevole per non perdere tempo. Se leggesse con più calma magari troverebbe la soluzione al suo quesito con pochi clic ma, mentre sta leggendo di qua e di là il suo cervelletto incomincia a formulare delle domande del tipo: Chi è che scrive? Sa di cosa sta parlando? È attendibile? Ed ecco che come risposta va a cercare in un’altra pagina la conferma di quello che ha appena letto.

Funzionalità

Quando ci mettiamo davanti al web, di solito, è per cercare una soluzione ai nostri problemi. Attenzione anche solo leggere un racconto è una soluzione al problema dello stress, per esempio. Perciò, visto i paragrafi precedenti, il lettore si aspetta di trovare subito la soluzione al suo quesito. Se nelle prime quattro righe scopre che l’articolo può rispondere alle sue domande, probabilmente, leggerà anche il seguito. La volta precedente avevo accennato al fatto che anche le immagini sono importantissime nell’articolo perché veicolano informazioni. Perciò vedete che creare articoli non è una pratica che viene dal caso ma da un’effettiva e ragionata esecuzione di contenuti.

Detto questo al prossimo appuntamento (ogni giovedì alle prime ore del mattino, ndr.) vedremo come strutturare il testo per farci leggere dai nostri utenti.

© 2017 Paolo Bua Corona