La revisione del testo

la revisione del testo

La revisione è la fase più importante del vostro lavoro, in quanto permette di migliorare elementi come l’eleganza, il ritmo, la completezza e la leggibilità e comprensibilità del testo ai lettori.

Liberi di scrivere

Quando scrivete un pezzo mi raccomando, dimenticatevi per un momento che l’articolo è destinato al web e scrivete i vostri pensieri a ruota libera. Avere un immaginario “professore del web” dietro la schiena che vi ammonisce per ogni frase che state componendo, vi bloccherebbe automaticamente l’estro creativo. Perciò, il professorone lo mettiamo dentro a un cassetto per adesso e scriviamo lasciando libera la fantasia di esprimersi. Vedrete che più scriverete e più vi verrà naturale poi comporre il pezzo.

Far decantare lo scritto 

Come scrissi tempo fa nel ciclo di articoli sulla scrittura creativa, una volta completato il pezzo lo lasciamo riposare. Fatevi una bella passeggiata o straniatevi con la musica l’importante che non pensiate più a quello che avete scritto. Questo momento è importantissimo perché vi regala la possibilità di creare una distanza tra voi e il vostro prodotto così da valutarlo con oggettività. Quello che intendevate dire siete riusciti veramente a scriverlo?

La revisione del testo

Bene ora inizia la nostra seconda parte del lavoro:

  • stampare l’articolo come ormai sapete è più semplice leggere su carta che su schermo quindi perché stancarvi la vista inutilmente?

  • leggere ad alta voce i vecchi insegnamenti che ci insegnavano a scuola sono sempre validi. Sapete la voce rivela se la nostra sintassi è funzionale oppure no; è lo strumento essenziale nello scrivere

  • correggere a step dedicatevi prima su errori grammaticali poi sull’analisi logica e del periodo e infine sulle regole del web. Lavorate sulla piramide rovesciata, agite su link funzionali, e infine create un titolo valido

  • chiedere aiuto trovate qualcuno disponibile a leggere il vostro scritto, così capirete se è davvero comprensibile il vostro lavoro.

Per l’ultimo punto vi raccomando: valutate attentamente chi vi aiuterà per la lettura del vostro articolo. Infatti c’è una persona nel mondo, che sicuramente lo riterrà meraviglioso ai suoi occhi, del resto si sa … la mamma è sempre la mamma!

E con questo articolo finiscono i miei consigli per aiutarvi a scrivere testi efficaci nel web. Voglio aggiungere anche una serie di testi che mi hanno aiutato nel mio percorso di studi e che magari vi potrebbero tornare utili:

Ce ne sarebbero tanti altri ma questi sono stati quelli più significativi. Spero vi siano stati utili questi articoli  e vi ringrazio della compagnia che mi avete tenuto in questo periodo. Mi raccomando iscrivetevi al sito per non perdervi i prossimi appuntamenti 🙂  Grazie e felici letture!

© 2017 Paolo Bua Corona

La scelta delle parole

la scelta delle parole
un labirinto di libri a Londra foto presa da http://www.stile.it/

La scelta delle parole è essenziale per farci capire in modo diretto. Purtroppo, nel nostro bel Paese, la pigrizia burocratica, ogni giorno ci tempesta di parole che vanno oltre il nostro obiettivo della comprensione.

Le parole brevi

Ricordiamoci che scriviamo per rispondere a una domanda del nostro utente, (ben consapevoli che la lettura sullo schermo è già complicata di sua natura) quindi, più il testo risulta comprensibile e di facile lettura, meglio è per chi legge. Evitiamo quindi:

  • sostantivo + aggettivo: l’istituto bancario si trasformerà così in banca; l’attività sportiva diventerà semplicemente sport; un evento traumatico risulterà un semplice trauma (o almeno me lo auguro non vorrei ci fossero complicanze!)

  • verbi di supporto: prendiamo in esame … cioè scusate volevo scrivere “esaminiamo” questi verbi di supporto, mettendo in evidenza … “evidenziando” la loro natura di appoggio del nome. Capite bene che bisogna operare una scelta … “scegliere” eseguendo una cancellazione … “di cancellare” quel verbo in più e di attuare una sostituzione “sostituire” il sostantivo con la sua vera natura di verbo!

  • Articolo partitivo: di – del – della – dello – dei – degli – delle ha il significato di un po’, alcuni. La polizia ha trovato (delle) armi, (della) droga e (dei) cani da combattimento… leggevo in un giornale on line …

  • I doppioni: si leggono spesso anche sui romanzi, sono parole che hanno lo stesso significato ma accompagnate da un suo sinonimo. “il nostro eroe fu preciso e accurato a nascondere il cadavere”; “spedire il manoscritto entro e non oltre la data prefissata” (e noi vogliamo venire esaminati da codesta gente?); “ Il paziente non deve agitarsi, deve stare calmo e tranquillo”; e avanti così ormai sono diventate norme e regole di uso comune.

  • Le categorie: a meno che non serva effettivamente a chiarire il testo evitiamo di specificare la categoria alla quale appartiene il concetto espresso, non è meglio? “prenda la pasticca per un periodo di 7 giorni”; “era una ragazzotta di forma tonda dal viso di colore nero”

Morale della favola scrivete e tagliate dove potete sempre con il concetto chiaro di creare un testo leggero e che risponda ai dubbi del lettore.

©2018 Paolo Bua Corona

 

Tagliare = eliminare il superfluo

tagliare eliminare il superfluo

Trovare il giusto rapporto tra risorse e risultati è un equazione data dall’eliminazione del superfluo.

Ok, lasciamo perdere le equazioni matematiche e torniamo a noi.

Essere concisi

Non vuol dire scrivere frasi brevi ma significa usare il giusto numero di termini che servono per essere capiti. Ricordatevi che l’utente è frettoloso e vuole la risposta subito alle sue domande. Questo si traduce nel cercare di scrivere solo le parole necessarie per la buona riuscita del testo. Ora, se siete bravi e diligenti, proverete a sintetizzare quanto ho scritto finora… poi me lo inviate così … correggo! 😉

Selezionare le informazioni

Finché lo scritto è ancora in fase di bozza, mettete in discussione quello che avete prodotto, cercate sempre di migliorare il testo che state elaborando. Ecco un paio di dritte che vi possono tornare utili:

  • non dire troppo, cioè concentratevi sulle informazioni specifiche, informazioni che sono indispensabili

  • lasciate perdere tutte le informazioni che non generano attenzione all’utente: il mio testo risponde schiettamente a quello che cerca l’utente?

  • Evitate il bla-bla text cioè le presentazioni e le introduzioni forse può risultare maleducato non iniziare con un cordiale saluto, ma nel web l’utente ringrazia!

  • Non occorre spiegare le cose evidenti. Sembra una ovvietà ma in quanti siti ho letto (sopratutto nelle Pubbliche Amministrazioni) le istruzioni per aprire un menu? Pazzesco!

L’importante vedete è cercare di creare informazione autentica, lasciate perdere di vendere aria fritta. Se non sapete cosa scrivere su un determinato argomento, provate a cercare più informazioni ma non cascate nel troppo … “niente”.

Tranquilli la prossima volta entriamo nel lavoro vero e proprio del barbiere, impareremo a tagliare e usare le giuste parole per un corretto stile di scrittura.

© 2017 Paolo Bua Corona

La sintassi

la sintassi
Tenete sempre vicino il vostro libro di grammatica è essenziale per un copywriter o per chi ama scrivere

Le scelte sintattiche incidono sulla chiarezza del testo in quanto la nostra mente è in grado di comprendere una certa quantità di nozioni per volta. Associando il fatto che leggere nel web è più stancante della lettura su carta, capite l’essenzialità di una costruzione sintattica semplice. Andiamo a rispolverare insieme il nostro vecchio libro di grammatica.

Agevoliamo la lettura

  • frasi brevi con una media di 20 – 30 parole massimo

  • creiamo frasi con soggetto e predicato, predicato e complemento

  • limitiamo il gerundio, le frasi risultano più chiare ed esplicite

  • limitiamo gli incisi (le proposizioni o complementi tra virgole o trattini che forniscono informazioni accessorie)

Vi ricordo che non sono regole da seguire scrupolosamente ma semplici consigli da usare in base al vostro articolo che state scrivendo.

Differenza tra forma attiva o passiva

Facciamo un piccolo ripasso in quanto il saper usare in modo consapevole le due forme ci permette di redigere testi ottimali, a mio avviso.

  • La forma attiva = Il soggetto compie l’azione espressa dal verbo: “Paolo mangia la mela”

  • La forma passiva = il complemento oggetto (la mela) diventa soggetto e il soggetto (Paolo) diventa complemento d’agente: “La mela è mangiata da Paolo”.

In modo diverso le due forme dicono la stessa cosa, e qui viene il bello!

Quale forma usare?

Sappiamo che il lettore decodifica il soggetto della frase come colui che compie l’azione, da qui possiamo giocare nel scegliere la forma più adatta per le nostre esigenze.

  • La forma passiva la useremo quando:

    • vogliamo mettere in evidenza il complemento oggetto “ la fiera è stata organizzata dall’ente x”

    • si vuole evitare una forma troppo aggressiva : “L’ordine non è ancora stato pagato” forma attiva: “Non hai ancora pagato l’ordine”

    • l’agente è lungo, grazie alla forma passiva si può mettere in fondo alla frase

  • la forma attiva, mio consiglio, è di preferirla sempre a meno che non ci siano alcuni dei motivi che vi ho elencato sopra.

Ricordate comunque che usare la forma passiva costringe il lettore a compiere una piccola operazione mentale per comprendere la frase, sommando tutti questi impercettibili sforzi cognitivi produrremo un affaticamento nella lettura. Perciò valutate bene quale delle due forme usare.

©2017 Paolo Bua Corona

 

I termini inglesi

i termini inglesi

Nel mio lavoro di copywriter, mi capita spesso di confrontarmi con “colleghi” che iniziano dei monologhi assurdi su argomenti inerenti al web marketing.

«Certo, io uso tool che mi permettono di creare un knowledge tramite meeting che svolgo con skipe con il mio futuro customer…» Traduzione: “Certo io uso strumenti che mi permettono di creare una conoscenza tramite l’incontro che svolgo con skipe con il mio futuro cliente”. Come vedete l’unica parola inglese che non è cambiata è skipe tutte le altre potevano benissimo essere enunciate in italiano, vediamo di capirci.

L’uso dell’inglese

Sottinteso che scriviamo per farci capire, capita per necessità di dover inserire dei termini in inglese quando:

  • non esiste una traduzione in italiano, quindi si colma una lacuna lessicale

  • si parla di termini tecnici relativi all’informatica

  • risulta più precisa ed efficace rispetto al suo significato in italiano.

Ecco un esempio: io come lavoro sono un “copywriter” oppure in italiano sono un “redattore pubblicitario”, quale dei due termini è meglio trascrivere?

Altro esempio: “ho un team di persone che lavorano per una web comunication efficace” in questo caso è meglio adottare termini italiani tipo ho un gruppo, una squadra, di persone che lavorano per una comunicazione efficace nel web.

Vedete non è scrivere o parlare con termini inglesi che si risulta competenti e aggiornati, anzi, si rischia di risultare comici, come per il burocratese che si parlava la volta scorsa.

Attenzione con i sinonimi

Mi capita, nelle mie navigazioni in rete, di trovare altrettante frasi buffe che altri blogger scrivono mediante l’uso dei sinonimi. È vero che a scuola ci è stato sempre insegnato che è un grave errore ripetere le parole se si possono trovare sinonimi ma ricordiamoci che nel web bisogna scrivere per essere capiti in modo semplice e ottimale. Se è vero che al posto di certe parole inglesi possiamo trovare il suo fratello italiano, è anche vero che cercare a tutti i costi un sinonimo o addirittura più sinonimi per una certa parola risulta sconveniente perché si perde in qualità del testo.

Esempio: l’auto del Presidente della Repubblica … la vettura del Capo dello Stato … l’automobile del garante della Costituzione … il veicolo dell’uomo del Colle … e chi ne ha più ne metta! Vedete anche voi che è una ricerca forzata che cade nel ridicolo?

Per concludere:

  • Cercate di mettervi sempre nei panni di chi legge
  • rinunciate alle parole forbite o agli inglesismi se compromettono la qualità e la comprensibilità del testo  
  • cercate sempre di creare la soluzione che l’utente si aspetta di trovare nella lettura del vostro articolo.

©2017 Paolo Bua Corona

Essere chiari

essere chiari
foto presa da internet

Sarebbe davvero un sogno poter scrivere con la consapevolezza che chi ci leggerà capirà tutte, ma proprio tutte, le parole che organizzano il nostro testo. Ah pura chimera! Ecco, la chimera casca a fagiolo. Quanti di voi sanno il significato della parola “chimera” e come metaforicamente viene usata?

Essere chiari

Quando ci accingiamo a scrivere un testo dobbiamo prendere in considerazione determinati parametri:

  • a chi stiamo scrivendo? Chi sono gli utenti che leggeranno il nostro articolo?

  • qual è il loro livello d’istruzione?

  • Come vogliamo trasmettere il nostro messaggio?

Sono semplici domande a cui bisogna saper rispondere in modo più specifico possibile, sempre che si possa perché a volte, soprattutto tutto se si scrive per un giornale, comprendere il target giusto, l’utenza che legge, è davvero molto difficile.

Il burocratese

Ecco evitate in tutte le salse di imitare il parlare dei nostri politici o lo scrivere della nostra beneamata pubblica amministrazione! Il burocratese è una “non-lingua” a sé. Una patina maestosa di ufficialità, che ingarbuglia frasi con paroloni forbiti, ricercando la complessità artificiosa di un senso … 😉

Dalla parte dell’utente

Scrivere è una bellissima arte che ci dona la possibilità di poter esprimere quello che pensiamo. Il segreto per essere capiti è mettersi dalla parte di chi legge. Sopratutto per noi che scriviamo nel web, il nostro compito è quello di prendere per mano il lettore e indirizzarlo, con i trucchetti che avete letto negli articoli precedenti, verso la risposta alle sue domande. Quindi scrivete un testo semplice, se potete evitate i tecnicismi, sopratutto quelli inutili.

Mi soffermerò un po’ su questo tema perché credo che sia il nocciolo del nostro obiettivo.

P.S. la chimera è un mostro della mitologia greca col muso da leone il corpo di capra la coda di drago. E si usa in modo figurativo per indicare un’ipotesi assurda, un sogno, un’utopia. 😉

© 2017 Paolo Bua Corona

I Link

il link

L’unico mezzo che ci consente di navigare tra le pagine web è il link. Il nostro compito è riuscire a portare il nostro utente a spasso per il web, vediamo come.

Il suo utilizzo

Come ben sapete i link sono di colore blu e sottolineati e quando vengono cliccati cambiano colore per avvertire l’utente che sono già stati visionati. La struttura del link va attentamente studiata:

  • i motori di ricerca attribuiscono peso al testo, perciò parole chiave a go go;

  • può essere un buon modo per invitare l’utente a visualizzare una pagina importante del vostro sito;

  • aiuta il lettore a trovare le informazioni che cerca e così farvi crescere di reputazione;

  • è uno degli strumenti che insieme ai titoli e sottotitoli il lettore scandaglia velocemente.

Vedete bene che scrivere un articolo non deve mai essere una cosa buttata giù alla “carlona” ma ogni singola parola deve essere studiata nei minimi dettagli e questo vale sopratutto per i link.

La brutta abitudine del clicca qui

Dobbiamo dare informazioni e abbiamo la possibilità che queste vengano viste dai motori di ricerca, quindi perché sciupare questo potere con un link intitolato”clicca qui” o “ apri” o “leggi qui” ecc.? L’utente sa già, sia cosa è un link, sia il suo funzionamento, quindi non ha senso spiegargli che deve cliccare per arrivare alla pagina di destinazione.

Perciò fate scomparire tutte le parole che non veicolano informazioni importanti. Dovete pensare di sintetizzare con due massimo tre parole l’articolo che volete che il lettore vada a visitare. Evitate link che:

  • mandino alla home page del sito costringendo il lettore a ricercare l’articolo di suo interesse;

  • puntino a un diverso punto della vostra stessa pagina;

  • facciano aprire finestre di composizione mail: molti utenti usano mail web-based tipo gmail che non sono compatibili con gli indirizzi di posta elettronica predefiniti.

I link errati

Una prassi che vi consiglio di adottare è il controllo periodico dei vostri link in uscita. Questo perché non è detto che le pagine, siano valide per sempre. Non c’è nulla di più fastidioso che aprire una pagina e trovare la dicitura “Error 404”. Attenzione, perché i link errati oltre a far perdere la nostra credibilità al lettore, penalizzano il posizionamento del sito nei risultati dei motori di ricerca. Per evitare questo esistono in rete ottimi tool gratuiti che possono aiutarvi nel controllo periodico. Validatori.w3.org è uno di questi strumenti, basta inserire l’indirizzo del vostro sito e lui farà il resto.

E con questo è tutto, credo. Se avete domande o volete consigliarmi qualche altro spunto fatemelo sapere che son sempre felice di imparare cose nuove.

©2017 Paolo Bua Corona