Pubblicato in: La mia città: Belluno!

Autunno

Belluno, panorama, Dolomiti
Panoramica di Belluno foto di Stefano Guadagnin

È arrivato l’autunno con il suo bel clima frescolino. Già si sente chi, perennemente scontento, bofonchia disappunto coprendosi il collo con qualche sciarpa di lana, per evitare i primi malesseri di stagione che colpiscono inesorabilmente i punti esposti.

Mi soffermo a osservare dalla finestra il parco di Nogaré sotto casa. Un magico mondo di colori, un mare di foglie dalle tonalità gialle, rossicce arancioni e marroni, danzando, sospinte dal vento, si adagiano contornando le vie, e l’odore nell’aria del legno di faggio, arde da caminetti da poco risvegliati.

Ah, l’autunno è appena arrivato e qui nel bellunese non durerà poi molto a dirla tutta, resterà qui con noi il giusto tempo per lasciare poi l’avanzata del rigido inverno.

Mi preparo già con l’immaginazione al famoso risotto con la zucca di mia madre che, giostrando sapientemente gli ingredienti, preparerà ai commensali, donando quella gioia caratteristica di ritrovarsi di nuovo sotto il tetto materno tutti assieme.

Già, la mamma: l’unica parola che esprime l’autentico amore, che insegna la comprensione della misericordia. I suoi gesti sono sempre faro nella notte, nelle sue labbra c’è sempre il perdono e nel suo sguardo trovi sempre rifugio.

Tutto quello che prepara è ottimo perché l’ingrediente segreto che abbonda in ogni suo piatto, è l’amore.

E dopo una bella scorpacciata di questo tesoro, una passeggiata nei boschi insieme a lei e ai nipoti, a raccogliere castagne, sia per digerire il sontuoso pasto sia per preparare la cena con scoppiettanti caldarroste… ah che goduria il profumo delle castagne al fuoco, accompagnate da un giovane e frizzante vinello rosso!!

Qualche nipote si sofferma a ritrarre con una fotografia i colori del bosco illuminati dalla luce tipica di questa stagione, poi la sera, mostrerà orgoglioso i suoi trofei immortalati durante la passeggiata, a tutti i familiari.

Ah l’autunno, la stagione via di mezzo dove non c’è ancora troppo freddo né troppo caldo per intraprendere le ultime gite fuori porta con gli amici, magari gente che è una vita che non si vede, e i ricordi di gioventù ritornano ad allietare le ultime giornate di sole. E si ritorna a quei tempi che si pareva immortali, dove la sana voglia di vivere incoraggiava i sogni che sembravano irraggiungibili, dove si viveva con l’ingenuità e la spavalderia della giovinezza.

Ah l’autunno con le sue giornate di pioggia, ottimo rimedio per soffermarsi un attimo dalla routine della quotidianità e riposarsi in compagnia di un buon libro, magari con il tepore del caminetto acceso e una ristoratrice tazza di tè.

È la stagione dove gli ultimi ricordi dell’estate passata malinconicamente ci salutano con un arrivederci al prossimo anno, dove ci si accorge che la vita inesorabilmente continua a scorrere e non abbiamo il diritto di sciupare le giornate senza vivere, senza rincorrere i nostri sogni e le nostre speranze.

Ah caro autunno, ben arrivato.

Resto ancora un po’ a contemplare i tuoi colori e poi inizio a scrivere…

©2016 Paolo Bua Corona

P.s. se vi è piaciuto che ne dite di provare a leggere il mio romanzo?

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

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