Pubblicato in: racconti

Una nuova legge.

la giustizia
Opera di Giovanni Andrea De Ferrari-La Giustizia-Palazzo Tursi

Oggi vi propongo un racconto che ho scritto anni fa, in un momento di sconforto per le vicende di mafia che avevano colpito il Governo italiano. Sapete quando leggo notizie sia belle che brutte nei giornali, per comprenderle meglio butto giù due righe di come l’immaginazione mi suggerisce. Questo racconto simpatico ne è la prova. Ditemi un po’ che ne pensate che caso mai lo continuo e chissà che non nasca qualcosa di divertente.

Buona lettura!

Una nuova legge.

Un giorno uscì una nuova legge.

Per evitare qualsiasi rischio di contaminazione con il popolo, i potenti della terra proibirono tassativamente di poter comunicare e conoscere altre persone se non per mezzo di un dispositivo che la Nazione regalava ai suoi sudditi.

All’inizio il popolo non la prese molto bene, ma poi col passare dei mesi, si rese conto che questi apparecchi avevano una certa utilità. Finalmente le mamme e i papà potevano sapere sempre dove fossero i loro figli; i maestri, sapere se gli scolari stessero studiando; i bambini potevano comunicare con gli amici che conoscevano in varie parti del mondo a qualsiasi ora eliminando le distanze.

Tutto procedeva per il meglio e la Nazione osservava soddisfatta gli ottimi risultati.

Emanò, allora, una nuova legge.

Si proibiva di uscire da casa per evitare così, in maniera definitiva, incidenti stradali.

Oh vi lascio immaginare lo sconforto e la rabbia del popolo!

Ma come?” Si domandarono all’unisono le persone. “Prima ci impediscono di comunicare con i nostri simili se non per mezzo di questo apparecchio e ora ci privano la libertà di uscire di casa?” Tutti quanti andarono su tutte le furie.

Allora la Nazione aggiunse alla legge una postilla che comunicava la possibilità di uscire tranquillamente dalle proprie abitazioni ma non con il corpo, bensì utilizzando un accessorio, donato gratuitamente, da aggiungere all’apparecchio già in loro possesso.

Il popolo all’inizio non parve molto contento, ma poi dopo qualche mesetto, si rese conto che il nuovo apparecchio aveva le sue ragioni di esistere.

Le mamme potevano accompagnare i loro figli nella scuola virtuale senza doversi spostare da casa, così avevano molto più tempo per loro; i maestri potevano restarsene nelle loro abitazioni e svolgere le loro lezioni nella scuola virtuale; i bambini, finalmente, potevano evitare di fare quelle levatacce per prendere la corriera per la scuola, ora bastava alzarsi dieci minuti prima dall’inizio della lezione.

Andava tutto per il meglio e la Nazione osservava soddisfatta gli ottimi risultati.

Emanò, allora, una nuova legge.

Si vietava di spendere soldi inutilmente per il cibo. Bastava aggiungere un accessorio all’apparecchio già in dotazione, infilare un mini ago sottocutaneo nel quale far passare i nutrienti perfettamente equilibrati in base al proprio fabbisogno energetico.

Ovviamente, come ben immaginerete, il popolo andò su tutte le furie, ma la legge è legge si dicevano tra di loro. Tutto sommato si resero conto, con il passare di qualche mese, che essere alimentati da un ago non era poi così negativo.

Le mamme potevano far mangiare le verdure ai figli; i maestri far mangiare la frutta fresca agli scolari per la ricreazione; i bambini di nascosto potevano mangiare tutte le caramelle e dolciumi che volevano.

Il cibo virtuale era stata una grande invenzione e la Nazione osservava soddisfatta gli ottimi risultati.

Emanò, allora, una nuova legge.

Si vietava di fare qualsiasi movimento se non respirare, così da evitare strappi muscolari e consumare scarpe per muoversi nelle quattro mura di casa. Bastava aggiungere un accessorio all’apparecchio già in dotazione che permetteva di restarsene tranquillamente nel letto e muoversi in tutto e per tutto nella realtà virtuale.

Iniziò un brontolio generale del popolo.

Gli sportivi fecero delle lunghe manifestazioni per un sacco di tempo ma, come si sa, la legge è legge e bisognava adeguarsi. Tutto sommato si resero conto, con il passare di qualche mese, che restarsene sempre a letto non era poi così negativo.

Le mamme potevano tranquillamente non alzarsi per preparare le colazioni ai loro figli; i maestri potevano non alzarsi per fare lezione ai oro scolari; i bambini potevano stare tutto il giorno a letto a giocare con i video giochi e chattare con i loro amici virtuali.

Andava tutto per il meglio e la Nazione osservava soddisfatta gli ottimi risultati.

Emanò, allora, una nuova legge.

Si vietava di possedere le case di proprietà, infatti non aveva più senso abitare in enormi condomini quando si poteva benissimo vivere un centinaio di persone all’interno di una singola stanza. Bastava aggiungere un nuovo accessorio all’apparecchio già in dotazione per poter essere trasferiti in un batter d’occhio nella nuova abitazione.

Il popolo all’inizio, non era molto d’accordo, aveva sudato tanto per costruirsi una casa e abbandonarla in questo modo non gli sembrava una cosa tanto giusta. Ma la legge è legge e bisogna adeguarsi. Tutto sommato si resero conto, con il passare di qualche mese, che abitare in queste abitazioni virtuali non era poi così negativo.

Le mamme non avevano più necessità di mettere a posto il disordine dei loro figli; i maestri insegnare in aule bellissime e tecnologiche sempre perfette e funzionali; i bambini potevano ogni giorno abitare in una cameretta nuova come meglio volevano.

Le città in un battito d’ali si spopolarono e la natura iniziò a ricrescere rigogliosa; l’aria era diventata respirabilissima e gli animali incominciarono di nuovo a ripopolare la terra.

Andava tutto per il meglio e la Nazione osservava soddisfatta gli ottimi risultati.

Emanò, allora, una nuova legge.

Questa volta si vietava di usare l’energia per evitare di consumare le risorse del nostro bel pianeta.

Il popolo non si ribellò, anzi ne fu entusiasta dell’idea. La Nazione aveva migliorato di gran lunga la vita a tutte le persone.

Si spense la corrente e tutti gli apparecchi, privi di alimentazione, smisero di funzionare. Il popolo e la Nazione morirono all’istante.

Questa è stata la storia umana e grazie a loro, ora noi robot viviamo felici e contenti.

©2016 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

3 pensieri riguardo “Una nuova legge.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...