Pubblicato in: fede

Aspettando l’aurora.

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Domani si accenderà la terza candela della corona dell’Avvento e la luce sarà molto più evidente.

Del resto la corona dell’Avvento serve, in modo fisico, a riscoprire il significato della luce.

Provate a tavola, quando siete tutti riuniti per la cena, a spegnere le luci. Accendete la prima candela e soffermatevi un momento. Guardatevi attorno, cercate il viso di chi vi sta vicino poi, accendete la seconda e infine la terza. Per quanto piccole insieme fanno abbastanza luce da poter capire i lineamenti di chi vi sta attorno, riconoscere cosa fra poco gusterete nel piatto con i vostri cari, creare un’atmosfera molto… natalizia.

Questa è la settimana dove stiamo aspettando l’aurora, ricordate i suoi colori inizialmente lilla per poi mescolarsi con pennellate in pesca-arancio?

È questa la scoperta di questa domenica: riscoprire la gioia di poter vedere grazie alla luce che rischiara tutto quello che ci circonda.

Mi piace immaginare che in questa settimana siamo ancora in quella fase della mattina che il sole sta incominciando a illuminare la terra. Da una parte del cielo c’è ancora la luna e dall’altra lo spettacolo dell’aurora.

Se ci pensate anche noi potremmo essere così se in questo periodo ci siamo mossi per ricercare dentro di noi quella luce che illumina con il nostro comportamento, le nostre idee, il nostro modo di fare, le persone che ci stanno intorno.

Provate a immaginare quanto potremmo dare e a sua volta ricevere, se anche noi diventiamo luce per le persone che incontriamo ogni giorno. Sarebbe fantastico!

Ecco in questa settimana il mio augurio è che il vostro essere umani si stia evolvendo per diventare figli della luce. Siamo come l’aurora, ancora la luce del sole non è apparsa ma si intravede, pian piano sta illuminando tutto ciò che la circonda.

Questo è il risultato della conversione del cuore. È la volontà di voler accettare la luce e di rimando donarla agli altri.

Se siete come me, che il massimo della luce che posso offrire è il lumino di una candela visto che ne ho ancora parecchia di strada da fare, provate a immaginare quanta luce insieme riusciremmo a fare: potremmo illuminare l’intero pianeta.

E speriamo che l’Enel leggendo questo non si arrabbi!

Ecco cosa vuol dire quella frase nel vangelo di Matteo: “Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”.

Perciò vedete, non è difficile convertirsi basta volerlo. L’importante è avere lo spirito giusto di voler cambiare, tutto qui. Nessuno può pensare che dall’oggi al domani la luce del suo cuore possa essere paragonata a quella del sole, ma guardate sempre il lato positivo: nell’oscurità totale quando si accende una candela, come avete sperimentato prima, che cosa succede?

Questo ci dona la terza domenica dell’Avvento, che possiamo sperimentare quella gioia che si riscopre quando si spezza in due l’oscurità con la luce della fede.

© 2016 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

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