Pubblicato in: fede

Cento “niente”…

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Mi capita, come scrittore, di osservare spesso i comportamenti delle persone che incontro nelle mie passeggiate o nei locali dove un prosecco non si rifiuta mai o semplicemente quando porto a spasso il cane… anche se, a dirla tutta, spesso è lui che porta a spasso me.

Ci sono tanti personaggi fantastici, se si sta ad osservare la gente in maniera attenta e spesso mi capita di osservare un comportamento molto comune tra le persone: il pretendere sempre!

Noto con dispiacere che ci sono persone (facendomi un bell’esame di coscienza pure io a volte soffro di questa malattia) che pretendono sempre qualcosa agli altri senza mai essere sfiorate dall’idea di “dovere” anche loro, ogni tanto, offrire qualcosa! Pare che non si rendano conto che chi gli sta accanto magari, un tantino, potrebbe essere stanco o che in quel momento la persona a loro vicino stia attraversando un momento difficile della sua vita…

Mi viene alla mente un detto siciliano che bene o male fa così: “cento niente hanno ucciso u’ ciucco!”

Quante volte mettiamo quel “niente” sulle spalle di chi ci sta attorno? E ci incavoliamo anche se sentiamo un rifiuto.

La cosa che fa più male è pensare che spesso carichiamo di “niente” proprio le persone che più ci stanno vicino o se vogliamo vederla a livello egoistico così si capisce meglio, le persone a noi vicine, quante volte ci scaricano addosso pesi sulla nostra povera schiena e ci dicono con muso duro “Quante storie fai non ti ho chiesto niente!”

Penso che non sia tanto il peso di quel “niente” in realtà che ci costa fatica, ma piuttosto il sentire l’indifferenza sulla fatica che si chiede di portare.

Tanti “niente” prima o poi spezzano la schiena! E sapete una cosa? Più gettiamo carichi alle persone senza mai concedere un sorriso, una parola di conforto, un momento di riposo e prima, senza che ce ne rendiamo conto, la persona si spezza. Penso che sia davvero triste accorgersi di una persona solo quando questa crolla dal peso di tutti quei “niente” ed è ancora più triste rendersene conto quando ormai è troppo tardi!

Ma cosa succederebbe se invece di pretendere che l’altro porti il peso da solo, decidessimo di portalo insieme? Cosa succederebbe per le strade se invece di infierire su chi aveva la precedenza si facesse un bell’abbraccio amichevole?

Una volta papa Benedetto XVI disse una frase che lì per lì non mi aveva detto un granché ma che oggi recito con vigore “… la cosa migliore sarebbe di prestare più attenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone!

Ci lamentiamo continuamente per il peso di quei “niente” che chi ci sta attorno deve portare e non ci rendiamo conto che siamo fatti per prestare la nostra attenzione proprio al nostro prossimo, perché sono convinto che il disinteresse e l’indifferenza possono diventare macigni insopportabili. Voi che ne pensate?

© 2017 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

2 pensieri riguardo “Cento “niente”…

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