Pubblicato in: fede

Porgi l’altra guancia?

papa Giovanni Paolo II pace
Il più bel gesto della pace!

«Proprio un bel cristiano te, ma la tua religione non dice di porgere l’altra guancia?» gli urlò inviperito il professorone visto che ora tutti sapevano di che pasta era fatto e alzandosi dalla seggiola cigolante se ne corse fuori dall’aula.

Un episodio successo tempo fa a scuola, dove, un ragazzetto tanto brutto quanto timido, all’ennesima provocazione del professorone letterato rispose ai suoi sberleffi anticlericali con una calma e pacatezza inaudita, mostrando a noi tutti l’ego fragile e ferito del suo carnefice.

Mi son sempre chiesto come può un dio chiedere di porgere l’altra guancia a una sua creatura. Che razza di dio può pretendere che l’uomo, creato a sua immagine e somiglianza, non si ribelli al male subìto?

Da bravo cercatore del vero, mi vado a informare sui tomi polverosi della biblioteca comunale e scopro una cosa alquanto bizzarra.

Ai tempi di Gesù, uno schiavo veniva colpito al volto dal suo padrone con il dorso della mano perché non c’era il rischio che si sporcasse la nobile mano.

Porgere l’altra guancia significava costringere il padrone a colpire con il palmo della mano il viso dello schiavo e perciò “sporcarsi”. Pensate un po’ che lo schiavo furbo, quando immaginava l’arrivo dello schiaffo, porgeva apposta l’altra guancia così che il padrone per non sporcarsi evitava la punizione… penso momentaneamente visto che poi prendeva la frusta!

Ma al giorno d’oggi cosa vuol dire porgere l’altra guancia?

Credo che il significato sia quello di impedire al male di prendere il sopravvento!

Tu mi dai uno schiaffo io ti porgo anche l’altra guancia cosicché, se vuoi continuare a colpirmi ti devi sporcare, devi mostrare a tutti apertamente la tua ostilità nei miei confronti. E siccome si sa che i carnefici la maggior parte delle volte sono vigliacchi, ecco che è la massima punizione che si può infliggergli.

Da una parte si mostra l’ego fragile dello sfortunato carnefice agli occhi del mondo, dall’altra, per grazia di Dio, c’è il ravvedimento del carnefice stesso.

Molte volte vedo che subendo un torto ci si nasconde volentieri all’ombra del fetido “buonismo” sbandierando la frase del porgere l’altra guancia come atto di fede.

Penso che un vero uomo ha il dovere di far cessare le ostilità, certo non con altra violenza che incattivisce ancora di più gli animi, ma denunciando e portando allo scoperto, senza ipocrisie, le ingiustizie che si subiscono.

Ecco che ancora una volta, questo Gesù ha mostrato la concretezza di essere uomini evoluti e lo dimostra non solo con una frase ma con un fatto concreto che si legge nei vangeli. Vi ricordate come ammonisce la guardia che gli tira uno schiaffo per farlo tacere?

«Se ho parlato male dimostrami dove è il male, ma se ho parlato bene perché mi percuoti?» Giovanni 18,19.

È una frase semplice ma che porta allo scoperto l’ingiustizia subita senza tanti paroloni e urla. La forza di questa frase è nel riuscire a mettere a nudo l’illogicità di fare male al prossimo solo perché si ha la libertà di farlo. Dico male?

© 2017 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

3 pensieri riguardo “Porgi l’altra guancia?

      1. Se ti va, poi fammi sapere come l’hai trovato. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie a te per la risposta, e buon fine settimana! 🙂

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