Pubblicato in: racconti

Riflessioni notturne.

vangogh
Van Gogh, 1889 Foto presa da http://www.didatticarte.it/Blog/?p=2267

Uffa, vi è mai capitato a voi altri di non riuscire a dormire?

È una gran pena rigirarsi nel letto, provare le varie posizioni, inventarsene di nuove da diventare maestri yoga ma senza risultati: il sonno non vuole arrivare!

La mia mamma mi diceva sempre: «Recita il rosario e vedrai che prima o poi prendi sonno,» non so se è un buon uso della preghiera, ma vi assicuro che da bambino funzionava; già alla prima parte dell’Ave Maria entravo nel mondo dei sogni abbracciato dalla mamma dei cieli!

Da poco mi è capitata di nuovo una notte insonne, non mi capitava da un po’ vi assicuro e allora, dopo aver provato tutte le varie forme yoga conosciute, mi sono fermato a riflettere.

Chi mi assicura che all’arrivo del giorno io mi sveglio? Un brivido gelido mi percorre tutta la schiena e resto con gli occhi ancora più sbarrati di prima. Ma perché non ho ascoltato i consigli della mia mamma, mannaggia a me!

Ci penso un po’ su, cavoli non mi ero mai accorto di questo fatto!

Quando arriva la notte, il momento che il sonno prende il sopravvento sulla nostra volontà è simile al morire, ci pensate? Ci si abbandona senza avere nessun controllo, è un atto di fiducia alla vita che si spera non ci abbandonerà mentre saremo incoscienti.

Oddio, ora non spaventatevi! Non voglio certo lasciarvi insonni le prossime notti con l’angoscia di non svegliarvi, tranquilli!

Mi ha fatto riflettere la similitudine che c’è tra il giorno che è la vita che abbiamo e la notte che è la morte che un giorno noi tutti volenti o nolenti dovremmo affrontare; ma sopratutto mi ha incuriosito che il giorno dopo noi ci risvegliamo.

Lasciate che ora il mio lato teologico esca allo scoperto: la natura insegna con la sua bellezza mutabile che per forza di cose ci debba essere una mano immutabile per poter realizzare il tutto, così diceva Sant’Agostino, no? E mi viene spontaneo che anche il passare del giorno e della notte possa essere un grande insegnamento per l’uomo.

Nella prima pagina della Genesi si legge che Dio creò il giorno e la notte e vide che era cosa buona. È incredibile pensare che anche il susseguirsi delle giornate sono creature del Creatore!

Ed ecco che dopo una giornata lavorativa, stanchi dalle nostre fatiche ci sdraiamo a letto e accettiamo la nostra fragilità di creature, creature mortali.

Mi è incredibile pensare alla similitudine che c’è con il giorno dopo, il domani, il futuro. Alle prime luci dell’alba il nostro organismo risorge dalla notte, riprende il controllo la nostra volontà pronto ad affrontare quello che ieri sembrava futuro e oggi è presente!

Sorrido, la natura non inganna. Dopo la notte c’è sempre il giorno, terrestre o celeste che sia… e finalmente mi addormento!

© 2017 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

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