Pubblicato in: racconti

Alieni e selezioni.

percezione selettiva, alieni
Arnaldo Pomodoro, Sfera con sfera.

«Io non posso credere che lei sia un alieno mi scusi, ma è impossibile!» dico esterrefatto guardando quella strana persona dal corpo esile e con la testa ovale.

«Ma questa è bella. Proprio lei non crede agli alieni?» mi risponde altezzoso.

«Perché proprio io? Mai creduto agli alieni, mi spiace per lei.»

«Scusi ma lei non è quello che ha scritto un libro dove parla con le zanzare?»

«Ah, ah, ah, ho capito vuole prendermi in giro, simpatico! Però scusi, poteva inventarsela meglio la storia, figurarsi se gli alieni, casomai dovessero esistere, si mettono proprio a leggere il mio libro, di un esordiente!» sbellicando dalle risa rispondo.

«Caro signore, noi leggiamo spesso tutti i libri degli esordienti. Spesso troviamo belle storie come la sua ad esempio» mi risponde serio e continua «Personalmente preferisco la poesia di uno scrittore che ha davvero talento, non si offenda, ma è una questione di gusti.»

«Un poeta? Ci mancherebbe che mi offendo! Mi dica chi è per favore, sarei ben contento di leggere qualcosa di nuovo.»

«Rabolas con le sue invarianze di scala davvero merita. Se sapessi la sua vera identità, le confesso che ora starei parlando con lui anziché con lei.»

Scrivo il nome di questo autore sul mio fido taccuino. Anche oggi ho ricavato buoni spunti per scrivere un articolo, penso.

«Ma mi scusi signor alieno,» ormai mi sono convinto che costui è un extraterrestre visto che legge libri di esordienti. «io cosa posso fare per lei? Vuole forse propormi una presentazione del mio libro nel suo pianeta?» chiedo speranzoso.

«Sarebbe bello ma non ci è concesso portarvi fuori dalla terra, sennò non avreste più motivo di usare la fantasia per viaggiare non crede?»

«Ma allora, ha fatto tutta questa strada per cosa? Non mi dica che è per un autografo, vero?» domando scherzosamente (si sa che ad ogni scherzo c’è un fondo di verità).

«Un autografo? Non ci avevo pensato, caso mai glielo chiedo dopo. Ora sono qui per capire una cosa che voi umani siete capacissimi di fare, mentre noi ahimè siamo a rischio di estinzione.»

«Di cosa sta parlando?» domando preoccupato.

«Come fate voi umani a restare impassibili verso certe immagini che i mass media vi bombardano di continuo addosso?» mi domanda speranzoso.

«Che immagini?» balbetto.

«Guerre, carestie, violenze, instabilità economica, politica… ma come fate ad essere così razionali da non immedesimarvi? Non è una critica sia ben inteso, ma sono già argomenti difficili singolarmente, figurarsi tutti assieme.»

«Mi sa che lei stia parlando della nostra percezione selettiva, credo. Voi non l’avete mi pare di capire» rispondo.

«No, non l’abbiamo. Per questo ci stiamo ammalando gravemente, ogni volta che vediamo le vostre immagini ci sentiamo coinvolti direttamente. Il caso è così grave che il nostro Consiglio ci ha dato la direttiva di non avere più notizie dal pianeta Terra a patto che non si trovi un rimedio; ecco il perché della mia presenza qui.»

«Ma come faccio a spiegarvi una cosa che abbiamo innata? La percezione selettiva è la tendenza a notare e scartare immediatamente tutti quegli stimoli che ci provocano un disagio emotivo,» cerco di spiegargli.

«Beati voi che siete indifferenti, magari fossimo cinici come voi!» mi risponde sconsolato.

«Ma non è cinismo il nostro è più che altro il modo che abbiamo per sopravvivere all’ansia e all’angoscia. La nostra mente si è evoluta in base al nostro comportamento che abbiamo. Mi dica signor alieno da voi ci sono guerre e carestie?»

«No, abbiamo imparato questi termini grazie a voi. Perché me lo domanda?»

«Vede la vostra mente non ha bisogno della percezione selettiva, sicuramente si è evoluta in qualcosa di più grandioso, lo dimostra il fatto che voi potete volare da un pianeta all’altro» rispondo con un pizzico di invidia.

«Allora non c’è nulla da fare? Siamo destinati a non leggervi più?» mi chiede sconsolato.

«Eh, mi sa di sì. Ma guardi il lato positivo, lei vive in un mondo fantastico che noi umani possiamo solo immaginarcelo con la fantasia

«Le confesso che sarà la cosa che ci mancherà di più la vostra fantasia, voi umani ne avete così tanta che potreste colorare l’intero universo se la usaste per il bene. Ora mi tocca andare è stato un piacere conoscerla di persona.»

«Il piacere è tutto mio faccia buon viaggio».

Torno a casa e mi metto a scrivere subito il mio aritcoletto… che testa che sono, mi son dimenticato di fare l’autografo al mio fan extraterrestre.

© 2017 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

2 pensieri riguardo “Alieni e selezioni.

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