Pubblicato in: La mia città: Belluno!

Nonni + bimbi = Belluno sorridente.

scuola bimbi e nonno
foto presa da http://www.intelligonews.it/

Continuo imperterrito a scrivere sugli altri componenti della famiglia, visto che qui avevo parlato dell’importanza della famiglia e  qui sui nostri amici disabili e la montagna. Ora voglio concentrarmi su un altro membro, anzi di solito girano in coppia: i nonni.

Passeggiavo per via Alpago Novello per cercare spunti come al solito per i miei racconti e m’imbatto nientepopodimeno che nell’orario di ricreazione delle elementari che ci sono nella suddetta via. Ora, per la gioia degli alunni la scuola è finita ma la campanella di avviso ricreazione era ancora attiva e suonante.

Mi son fermato a contemplare quel piazzale vuoto, desolante, senza urla e risa di bimbi e, non avrei mai pensato di poterlo dire, mi è arrivata una botta di tristezza.

In quella, mi passeggiano a fianco, una coppia di vetuste persone che con passo lento scorrono per la via assaporandosi la fresca mattinata.

In matematica non son mai stato bravo ma, bambini più nonni quale risultato darebbe? 

Provate a immaginare un … asilospizio … o una casa di ripòsilo … non sarebbe una cosa stupenda far crescere i nostri bambini a stretto contatto con i nonni?

Del resto c’è un nostro proverbio che dice “ a sette ani se putei a settanta sempre quei”! Ci pensate? Da una parte i bambini imparano, dall’altra gli anziani si mantengono attivi.

Già in America un esperimento di questo tipo era stato fatto con risultati sorprendenti, e ora anche in Italia sembrerebbe che qualcosa di questo tipo si stia muovendo … ma vi immaginate che benefici porterebbe se si riuscisse a fare una cosa del genere anche nella nostra bella provincia?

Un risultato sicuro sarebbe la conoscenza del nostro antico dialetto che, volenti o nolenti pian piano si sta italianizzando. Ma poi pensate alla storia che i nostri nonni possono insegnare alle nuove generazioni, la vera storia! Senza inquadramenti politici o di parte, la storia vista con gli occhi di chi la vissuta veramente.

Ci sono tanti anziani che per miliardi di ragioni (tutte valide per carità!) sono ospitati in queste case di riposo, aspettando…

Nella mia piccola esperienza di OSS, che ho avuto tempo fa proprio in una casa di riposo, ho osservato anziani che anche se avevano perso l’uso della parola o del movimento, una cosa la malattia e la vecchiaia non erano ancora riuscite a portargli via: il sorriso!

Bastava “perdere” un po’ di tempo con loro, farli sentire ancora importanti per qualcuno, farli sentire ancora persone valide e i loro occhi risplendevano di luce. Certo non tutti gli anziani sono angeli, ci sono quelli che sono terribili, ma come i bambini del resto… basta saperli prendere, capire quale è la via per il dialogo e il gioco è fatto.

Secondo me questo è un argomento che dovrebbe essere preso in considerazione e da valutare attentamente. Potrebbe dare una svolta significativa anche nell’educazione dei più piccoli che potrebbero rivivere e riconoscere parole che ora non sono più di “moda”, come il senso civico, l’onore, il rispetto.

Cosa ne dite, potrebbe regalare più splendore alla nostra provincia un asilospizio?

© 2017 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

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