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Referendum: l’autonomia all’automa

referendum autonomia

Scusate, mi piace così tanto sentire l’opinione della cara fantasia che anche questo sabato, leggendo il giornale, le ho chiesto di raccontarmi cosa ne pensa del voto che si terrà per l’autonomia del Veneto e Lombardia. E così è nata un’altra storia che si collega  con la precedente e la nuova legge. Buona lettura e buona Domenica.

Tutto incominciò quando un robot nacque difettoso.

Di solito i robot erano gli aiutanti dell’uomo che li aveva creati a sua immagine e somiglianza, ma siccome l’uomo non è Dio, l’ego prevalse e la costruzione del robot fu senza la possibilità di generare opinioni. I robot servivano esclusivamente a ubbidire agli ordini dei loro creatori senza batter ciglio, anche perché ciglia non ne avevano. Erano destinati ai lavori più tristi, senza mai una pausa, senza nessun diritto solo esclusivamente doveri.

Finché un bel giorno nacque un robot che per non si sa quale intreccio di transistor, dopo un ordine datogli rispose con un titubante perché?

Da lì, iniziarono a nascere come funghi un sacco di movimenti per il diritto dell’autonomia dei robot, come d’altra parte, altri gruppi che urlavano l’esatto contrario. In televisione non si parlava d’altro, perfino le pubblicità sui cartelloni pubblicitari avevano come sottofondo il pensiero politico dell’autonomia agli automi.

La Nazione, capo indiscusso del popolo, dopo aver sentito i due schieramenti decise di fare un bel Referendum per capire quante persone erano favorevoli e quante contro. Attenzione, forse voi non lo sapete, ma la Nazione era ben furbona in realtà. Aveva studiato nei tomi della storia cosa significava dare l’autonomia e come i suoi predecessori erano riusciti a sbrogliare questa gatta da pelare.

Tutto il popolo andò a votare e vinse l’autonomia degli automi: i robot erano liberi di fare tutto quello che volevano? No, in realtà, non era proprio così. Il Referendum aveva solamente mostrato che cosa il popolo voleva, ora serviva ratificare con una Legge i diritti e doveri dei nostri amici meccanici, una legge che per essere approvata doveva ottenere il voto della maggioranza assoluta di chi era al potere, in questo caso la Nazione, sua moglie, i suoi bambini, i suoi cuginetti, le zie, i parenti di 4° e 5° grado, i futuri generi, le future nuore ecc ecc. Vedete anche voi che era un iter complesso e lungo, molto lungo.

Per un lavoro così enorme servivano per forza dei fondi in più, subito trovati aumentando le tasse e i prezzi delle varie cose che servivano al popolo per vivere, del resto quando c’è di mezzo un progetto così vasto i conti devono tornare! La Nazione, lavorò giorno e notte per accontentare il suo popolo ma ogni volta che chiedeva un voto favorevole c’era qualcuno che non era contento e perciò si ricominciava tutto daccapo fino alla fine dei giorni…

© 2017 Paolo Bua Corona

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La strategia del terrore

terrorismo
foto presa da www.abbrevia.it

In Europa, purtroppo, è in corso una guerra terribile, sia per chi ne è colpito sia per gli spettatori che restano impotenti dinanzi alla cruda realtà di certe azioni.

La psiche, le emozioni, il nostro modo di guardare chi ci sta attorno, di vedere il mondo, viene agitato da queste tremende decisioni che uomini prendono per attuare un conflitto che colpisce il nostro modo di vivere.

Le strategie del terrore colpiscono nel nostro modo di essere, diffondendo la paura. Spregiudicati colpiscono nelle vita quotidiana, tra gente comune, usando come armi oggetti di uso quotidiano: un martello, un coltello, un furgone, bombe costruite in casa.

La paura che possa capitare a noi essere protagonisti della nuova strage ci alimenta, senza volerlo, la diffidenza, la chiusura e il sospetto verso i nostri simili. Come può la Legge poter fermare una così tale disfatta? Credo che il miglior modo di uscire vittoriosi è tentare di vincere il panico che ci divide cercando di creare un nuovo modo di creare solidarietà verso coloro che sono diversi, di riconoscerci non come vittime ma come nuove persone capaci insieme di combattere paure che da soli ci appaiono invincibili.

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Vaccini obbligatori

vaccini obbligatori
foto presa da www.tempo.it

Questo racconto potrebbe essere la continuazione di una vecchia storiella che vi raccontai tempo fa, ve la ricordate? Comunque visto tutto questo cancan che c’è in questi giorni la mia fantasia ha voluto dire la sua, buona lettura!

Vaccini obbligatori.

C’è stato un tempo dove le malattie impestavano il pianeta terra. Erano così tante che ormai quando se ne scopriva una nuova, non ci si dava tanto peso, anzi spesso accadeva che la si buttava sul ridere.

Tutto il popolo comunque aveva poco da ridere in realtà, in quanto per qualsiasi cosa si facesse c’era pronta una malattia ad accompagnarlo nel suo peregrinare. C’erano malattie per chi mangia troppo e quelle per chi mangia poco; quelle per chi praticava sport e quelle per chi preferiva oziare sul divano; c’erano persino malattie per chi studiava e per chi non studiava.

Un bel giorno il signor Vaccino scoprì una cura, anzi, la Cura che guariva tutti questi malanni. Al popolo per un momento gli parve una cosa fantascientifica e invece quando iniziarono a somministrarla, per magia tutte le malattie sparirono in un battibaleno.

La gente per un periodo sembrava aliena: chi annusava i fiori a pieni polmoni; chi si tuffava nelle acque gelide per poi uscire più arzillo di prima; chi guardava il mondo con gli occhi spalancati; chi correva con le braccia in verticale … insomma una cosa completamente da pazzi, ma finalmente si era riusciti a debellare le malattie. Per il signor Vaccino si creò un enorme statua di ringraziamento come salvatore del pianeta.

Ogni anno per gli attacchi di nuove malattie che spuntavano ecco che migliorando la Cura si poteva stare sereni. Tutti la prendevano non c’era ragione di non farlo, perché rischiare di stare male?

Il popolo era felice e la Nazione (il capo indiscusso del popolo) ne era contento… anche se fra poco ci sarebbero state le elezioni e non aveva tanto piacere di affrontare quel periodo. I suoi rivali erano tutto sommato piccole pedine ma ce ne era uno in particolare che un po’ lo preoccupava, la signora Democrazia.

«Che donna pestifera lei e le sue malsane idee … un momento malsane idee??» pensò ad alta voce la Nazione «ma sì ecco la soluzione per non avere problemi nel momento delle elezioni!» e prendendo la giacca uscì di tutta corsa per giungere da chi aveva scoperto la Cura.

«Buongiorno signor Vaccino, mi dica, per caso la Cura riesce a debellare qualsiasi cosa?»

«Buongiorno a lei Nazione, la mia cura riesce a debellare qualsiasi malattia e male nel mondo!»

«Mi pare impossibile, dice proprio tutto?» chiese sogghignando.

«Tutto, ma perché me lo chiede sta male forse?» rispose agitato il signor Vaccino.

«Io? Io sto benone grazie alla sua cura, anche se…»

«Anche se, cosa? È impossibile che lei stia male. Non ci sono stati più avvistamenti di malattie nel mondo da quasi trent’anni!»

«Ha ragione, ma vede ho scoperto che c’è chi soffre di una malattia tremenda: l’idea malsana, i cui sintomi sono di sragionare completamente e promettere cose che non si possono mantenere. Lei dice che sia possibile vincere anche questa malattia?» gli chiese sfidandolo.

Per un momento il signor Vaccino rimase ammutolito poi visto lo sguardo beffardo della Nazione disse inviperito: «Lavorerò giorno e notte e vedrà che la Cura vincerà anche questo male!»

E infatti da bravo uomo di scienza, il signor Vaccino riuscì a trovare anche questa cura: « Ecco Nazione sono riuscito a debellare anche questo male, ma l’avverto, è una malattia molto più profonda delle altre magagne che ho affrontato, questa va somministrata una volta ogni tre mesi se no il male ritorna!»

La Nazione ben felice la impose come vaccino obbligatorio ogni tre mesi per tutto il popolo che la prese senza protestare.

La cara Nazione era finalmente in pace con sé stessa, alle elezioni chi avrebbe mai potuto votare per la Democrazia?

Il giorno delle elezioni arrivò molto in fretta e i risultati furono drastici per la povera Nazione che raggiunse un solo voto… il suo! Ma come era possibile?

La Democrazia aveva vinto e come prima cosa stracciò la legge che obbligava il vaccino obbligatorio dell’idea malsana. Il popolo era felice ora vedeva con occhi nuovi il mondo, sembrava un miracolo c’era pace, giustizia e benessere verso tutti. Purtroppo l’effetto del vaccino finì e non essendo più obbligati a prenderlo, il popolo ricominciò ad avere idee malsane. Solo tre mesi durò la prosperità che la Signora Democrazia aveva portato al popolo, il quale finito l’effetto del vaccino la scacciò dal potere per rieleggere felice la cara vecchia Nazione.

Se vi è piaciuta la storiella, perché non la condividete?

Vi ricordo che se volete leggere il mio libro potete acquistarlo qui grazie e buona Domenica.

© 2017 Paolo Bua Corona

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I motori di ricerca. Atto secondo.

come funziona il motore di ricerca
foto del motore (di ricerca) ferrari presa da www.modellismo.net

Sì, sì lo so non sono proprio fatti come in foto i motori di ricerca, ma vi confesso che questa fu l’immagine che pensai la prima volta che me ne parlarono.

In realtà il motore di ricerca non è altro che un algoritmo finalizzato dai cervelloni di Google (userò questo motore di ricerca in questi articoli, ndr. ) per risolvere dei problemi. Qual è il problema? Semplice le nostre ricerche che facciamo ogni giorno nel mondo del web!

Vediamo di capire insieme come funziona questo famigerato motore di ricerca, anche se vi confesso, che il suo esatto funzionamento non è noto… il segreto industriale regna anche nel mondo virtuale, che credete?

Cercherò di spiegarvelo con una storiella, ok? Bene incominciamo.

C’era una volta, un bambino che voleva comprare un libro. (Certo che sembra impossibile, ricordatevi che vi sto raccontando una favola, ndr 🙂 ) Andò in una grande città, la città delle informazioni e chiese al vigile informato dove poteva trovare il libro che voleva acquistare. Il vigile delle informazioni subito chiamò i suoi sottoposti: l’essere che striscia, il crawl er; il ragno, lo spider; e l’uomo meccanico, il robot. Questi avevano il compito di andare per tutte le biblioteche della città, cercando e decifrando qualsiasi cosa che centrasse con la richiesta del bambino.

L’indicizzazione

Passarono alcuni giorni e i sottoposti ritornarono con una valanga di libri, giornali, riviste, manifesti, carta straccia, qualsiasi cosa che conteneva le parole che il bambino stava cercando e portarono il tutto nell’enorme biblioteca del paese (il database) per venire classificati, indicizzati, secondo vari criteri: nome e cognome dell’autore; data di pubblicazione; titolo del libro; casa editrice; ecc ecc.

A quel punto, il vigile delle informazioni, venne chiamato dal sindaco dei motori di ricerca ricevendo l’ordine di portare il bambino direttamente nella biblioteca del paese, tutto era pronto per rispondere al piccolo amico.

Andarono così sia il tutore dell’informazione e il bambino alla biblioteca e il bambino con fare sicuro scrisse (digitò) le parole da ricercare (le keyword) avviando inconsapevolmente un query. D’un tratto ci fu un enorme scossone e uscì dalle viscere della biblioteca il motore che vedete in foto ma mooolto più grande… era il motore di ricerca che sbuffando e ringhiando incominciò a perlustrare tutti i tomi della biblioteca per trovare corrispondenze con le parole che il bambino aveva richiesto. Infine sputò fuori una pagina (la serp) contenente una lista di risultati in ordine di rilevanza che meglio corrispondevano con le parole che il bambino aveva scritto.

Il bambino guardò felice i risultati e alla fine decise per questo contentissimo di aver trovato ciò che cercava. 🙂

Ecco bene o male ora sapete come funziona un motore di ricerca: per ogni pagina web trovata viene mostrato il titolo del sito che è inerente con le parole chiave digitate dall’utente, in blu; l’url che non è altro che quel http:// www…. ; il riassuntino sotto il titolo che spiega brevemente cosa parla il sito in questione, detto snippet.

E così abbiamo imparato qualche parolina nuova che ci sarà utile poi per comprendere come scrivere un buon testo ed essere riconosciuti subito dai motori di ricerca.

©2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: racconti

La presentazione. Parte 2

la presentazione
foto presa da http://www.officineanimazione.it/

Oggi vediamo come strutturare una presentazione efficace.

Prima cosa non basta una presentazione che vada bene per tutte le uscite che farete. Per esporre i contenuti del vostro libro per prima cosa dovete capire a quale pubblico vi state proponendo. Se andate a parlare alle scuole medie userete, mi auguro, un linguaggio diverso piuttosto di esporre davanti al Magnifico Rettore di una università, non trovate?

Sì, questo vuol dire che in base al pubblico che avrete dinnanzi dovrete esporre il vostro argomento in una determinata materia, sempre usando le tre regole che avete letto nel precedente articolo. Bene incominciamo.

L’obiettivo.

Sì, sì lo so vendere il libro… ma non è il nostro obiettivo principale. Noi vogliamo che si parli di noi che la gente che ci ascolterà sia incuriosita così tanto che vuole saperne di più su cosa scriviamo. Il nostro intento è che alla fine si ricordino esattamente ciò che noi vogliamo trasmettergli. È ovvio che non potranno ricordarsi tutti i concetti che si esprimeranno durante la presentazione, ma il nostro obiettivo, la parte più importante, quello assolutamente se lo devono ricordare. È importantissimo individuarlo perché solo così si potrà creare una presentazione in cui ogni elemento conduca alla memorizzazione della nostra idea!

Lo storyboard

Questo sistema è ottimo se volete affiancare oltre la parte orante anche la parte visiva, magari aiutandovi con delle slide. Prendete foglio di carta e incominciate a prendere appunti del vostro libro: che argomento tratta? Come osso farlo piacere alle persone? Qual è il target? Ecc. ecc. Alla fine avremo un foglio fitto fitto di idee, bene si incomincia a riorganizzarlo: con una introduzione, una parte centrale, e una conclusione.

La prova del nove

Se riesci a fare un riassunto in 30 minuti, in 15 e in soli 5 minuti della tua presentazione facendo capire bene cosa esattamente vuoi che si ricordi il tuo pubblico, allora stai pur sicuro che per la parte vocale ci siamo… eh sì, perché come vedremo la prossima volta, bisogna pensare al aspetto visivo.

©2017 Paolo Bua Corona

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Fiera del camper 2017

salone camper

Lo so, il sabato è dedicato ai miei racconti, ma come faccio a non parlare di un evento così magico da far ritornare bambini?

Sto parlando di una delle due fiere più importanti al mondo, la fiera del camper a Parma, che aprirà le porte da questo sabato fino alla domenica della prossima settimana.

140 mila metri quadri di area espositiva totale, ma vi rendete conto? Una goduria per chi come me ha sempre sognato di poter vivere, anche se per pochi giorni, dentro una casa con le ruote. Pensate, una mattina ci si sveglia con il mare come paesaggio e l’indomani le montagne, ah, aria di ferie in assoluto!!

L’anno scorso, mi auguro anche quest’anno ,c’erano stand per tutti i gusti: dalle marche più famose (e costose, ndr.) ai furgonati, alle roulotte. Non erano nemmeno mancate le aziende che producono accessori capaci di trasformare i nostri catorcetti in bolidi super tecnologici. Tutti lì a offrire informazioni a livello assoluto e a rispondere a tutte le domande che gli amanti del plein air hanno nel loro repertorio.

camperlife
foto presa da www.camperlife.it

Un’autentica festa per tutti, alimentata da vere e proprie attrazioni visive non solo per gli innumerevoli prodotti esposti ma per la creazioni di vere e proprie coreografie di scena: area avventura con traversate nel deserto e nei ghiacciai; i posti riservati per chi arriva e si ferma con il camper, un oasi nel verde con gazebo e panchine; gli ultra camper improponibili di stra lusso che difficilmente si potranno vedere sulle nostre impervie strade.

Ma il bello non è solo per gli occhi ma anche per il palato visto che non mancheranno di certo gli stand con i piatti caratteristici della tradizione gastronomica parmigiana… l’anno scorso, vi dico solo questo, si poteva sperimentare la “salumoterapia” 😉

Perciò, spero che mi abbiate scusato per aver dedicato il giorno  del racconto a questo evento, il prossimo sabato prometto che vi racconterò una storia, grazie alla fantasia che Parma saprà stimolanti.

©2017 Paolo Bua Corona

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Domani si ricomincia!

strada della fantasia
foto presa dal sito http://www.chandrasurya.net/

Cari lettori e care lettrici, leggere le vostre mail e i vostri messaggi per sapere che fine avevo fatto mi hanno riempito il cuore: GRAZIE!

Sono stato un pochetto indaffarato tra il lavoro di copywriter (sì, ora di lavoro faccio questo, ndr.), tra riuscire a riprendermi dalla morte del mio caro Butch che come sapete ci ha lasciato dopo una lunga malattia, tra le sospirate ferie che finalmente sono riuscito a prendermi ma sopratutto sono stato impegnato a scrivere il mio prossimo romanzo che finalmente tra alti e bassi sta per vedere la luce.

Di cosa parlerà non vi è dato di sapere, almeno non ancora 🙂 sappiate solo che sono 13 forse 14 racconti da sbellicarsi dalle risa! No, no, niente zanzare questa volta, ma esseri umani con la loro testa e le loro convinzioni. Presto riuscirò a finirlo e potrete leggerlo per poi farmi sapere le vostre impressioni che mi sono sempre molto care.

Dunque, ho strutturato i nuovi appuntamenti del blog: il lunedì continuerò a mostrarvi i consigli per strutturare efficaci presentazioni del vostro libro; il giovedì incomincerò a darvi qualche input su come scrivere per il web parlando di parole chiavi, copywriter e compagnia bella; il sabato lo lascio per i racconti e le storie che la natura che mi circonda mi dona volentieri, del resto il sabato mica si lavora, è giusto prendersi il tempo per rilassarsi no?

Bene accendiamo i motori, slacciate le cinture di sicurezza che si riparte sulla strada della fantasia!

© 2017 Paolo Bua Corona