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Keyword e Seo

keyword e seo
l’immagine è stata presa da http://www.formazioneseo.it/

Oggi scopriamo come farci trovare dai motori di ricerca. Premetto subito che ci sono fattori esterni che dipendono da ciò che avviene fuori dal sito e fattori interni che per nostra fortuna sono quelli in cui possiamo lavorare. In questo articolo e nel prossimo scriverò dei fattori interni, più avanti vedremo quelli esterni.

Seo.

La seo sono tutti quei metodi che hanno come fine ultimo far ottenere un buon posizionamento nei risultati di ricerca. Si tratta di lavorare sul contenuto, sulla forma, sulla struttura del sito con determinate caratteristiche perché si è notato che i motori di ricerca hanno un loro modo di ragionare e conosciuto questo modo si è a cavallo.

Ricordiamoci che non sappiamo esattamente come funziona l’algoritmo del motore di ricerca, quindi non sono regole fisse da seguire ma cercare di affinarle nel tempo in base ai risultati che si ottengono. Eh sì, scrivere in Seo vuol dire studiare e monitorare ogni giorno come si comporta il nostro scritto sui motori di ricerca.

Le Keyword.

Le famose parole chiave aiutano gli spider (vi ricordate ve ne parlavo nella storiella) a trovarci e di conseguenza renderci visibili. Il difficile del gioco consiste di immedesimarsi nell’utente e pensare quali parole potrà usare per trovare l’argomento che noi trattiamo. In aiuto ci vengono due strumenti essenziali: Google Analytics che ci mostra tra l’altro quali parole chiave hanno condotto gli utenti al nostro sito; Google Adwords che ci assiste nel trovare le keyword tramite il volume di ricerca.

Mio consiglio spassionato per chi vuole incominciare questa avventura è iscriversi subito a questi due essenziali e gratuiti strumenti, basta avere una gmail e il più è fatto.

Le Keyphrase.

Da un po’ di tempo a questa parte ho notato che l’utente non si limita a digitare solo parole per avviare una ricerca, ma addirittura inserisce intere frasi. Il gioco si complica, mannaggia! Questo è ovvio, del resto più parole si inseriscono più si affina la ricerca. Perciò, dopo aver imparato a giocare con le parole chiave, dovrete imparare anche le varie combinazioni di vocaboli che credete che l’utente userà.

Con questo per oggi è tutto la prossima volta vedremo dove posizionarle, come e perché.

©2017 Paolo Bua Corona

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I motori di ricerca. Atto secondo.

come funziona il motore di ricerca
foto del motore (di ricerca) ferrari presa da http://www.modellismo.net

Sì, sì lo so non sono proprio fatti come in foto i motori di ricerca, ma vi confesso che questa fu l’immagine che pensai la prima volta che me ne parlarono.

In realtà il motore di ricerca non è altro che un algoritmo finalizzato dai cervelloni di Google (userò questo motore di ricerca in questi articoli, ndr. ) per risolvere dei problemi. Qual è il problema? Semplice le nostre ricerche che facciamo ogni giorno nel mondo del web!

Vediamo di capire insieme come funziona questo famigerato motore di ricerca, anche se vi confesso, che il suo esatto funzionamento non è noto… il segreto industriale regna anche nel mondo virtuale, che credete?

Cercherò di spiegarvelo con una storiella, ok? Bene incominciamo.

C’era una volta, un bambino che voleva comprare un libro. (Certo che sembra impossibile, ricordatevi che vi sto raccontando una favola, ndr 🙂 ) Andò in una grande città, la città delle informazioni e chiese al vigile informato dove poteva trovare il libro che voleva acquistare. Il vigile delle informazioni subito chiamò i suoi sottoposti: l’essere che striscia, il crawl er; il ragno, lo spider; e l’uomo meccanico, il robot. Questi avevano il compito di andare per tutte le biblioteche della città, cercando e decifrando qualsiasi cosa che centrasse con la richiesta del bambino.

L’indicizzazione

Passarono alcuni giorni e i sottoposti ritornarono con una valanga di libri, giornali, riviste, manifesti, carta straccia, qualsiasi cosa che conteneva le parole che il bambino stava cercando e portarono il tutto nell’enorme biblioteca del paese (il database) per venire classificati, indicizzati, secondo vari criteri: nome e cognome dell’autore; data di pubblicazione; titolo del libro; casa editrice; ecc ecc.

A quel punto, il vigile delle informazioni, venne chiamato dal sindaco dei motori di ricerca ricevendo l’ordine di portare il bambino direttamente nella biblioteca del paese, tutto era pronto per rispondere al piccolo amico.

Andarono così sia il tutore dell’informazione e il bambino alla biblioteca e il bambino con fare sicuro scrisse (digitò) le parole da ricercare (le keyword) avviando inconsapevolmente un query. D’un tratto ci fu un enorme scossone e uscì dalle viscere della biblioteca il motore che vedete in foto ma mooolto più grande… era il motore di ricerca che sbuffando e ringhiando incominciò a perlustrare tutti i tomi della biblioteca per trovare corrispondenze con le parole che il bambino aveva richiesto. Infine sputò fuori una pagina (la serp) contenente una lista di risultati in ordine di rilevanza che meglio corrispondevano con le parole che il bambino aveva scritto.

Il bambino guardò felice i risultati e alla fine decise per questo contentissimo di aver trovato ciò che cercava. 🙂

Ecco bene o male ora sapete come funziona un motore di ricerca: per ogni pagina web trovata viene mostrato il titolo del sito che è inerente con le parole chiave digitate dall’utente, in blu; l’url che non è altro che quel http:// www…. ; il riassuntino sotto il titolo che spiega brevemente cosa parla il sito in questione, detto snippet.

E così abbiamo imparato qualche parolina nuova che ci sarà utile poi per comprendere come scrivere un buon testo ed essere riconosciuti subito dai motori di ricerca.

©2017 Paolo Bua Corona

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Motori di ricerca.

motori di ricerca
immagine presa da http://www.guidaconsumatore.com/

Vi ricordate le ricerche di scuola che davano da fare a casa? Mi ricordo che si andava nelle case di chi, fortunello, possedeva una enciclopedia. Che so, ai miei tempi esistevano “I quindici”… eh eh eh ora scopro quanti dei miei lettori sono entrati negli ‘anta!

Ora, per fortuna, si può stare comodamente spaparanzati nel letto con in mano il tablet o addirittura il telefonino, per potersi connettere e cercare nelle più ampie biblioteche mondiali che sono i motori di ricerca.

Certo, ci sarà chi malinconicamente dirà che il libro è tutt’altra cosa di un freddo schermo, elencando tutti i pregi sensoriali che un computer non può regalare: l’odore (anzi il profumo) della carta appena stampata; il suono inimitabile delle pagine sfogliate; il peso del tomo … mi fermo se no parto con un trattato!

Torniamo a noi e al nostro argomento di questa serie di articoli che vi ho promesso di regalarvi.

Dunque, per prima cosa bisogna capire come si comportano i nostri futuri lettori davanti alla pagina del motore di ricerca.

Vi avviso subito che il primo sito, il primo titolo che si vedrà comparire sulla prima pagina, sarà il vincitore… come nella realtà del resto no? Perciò il primo avrà un sacco di clic, il secondo avrà già un buon 40% in meno e così via fino all’ultimo… e, stiamo parlando della prima pagina che si apre a indagine compiuta! Infatti il 90% degli utenti che brancolano alla ricerca di risposte non vanno oltre la prima pagina e quindi i risultati di tutte le altre restano nell’oblio.

Perciò, la prima cosa che dobbiamo preoccuparci è trovare le parole giuste, keyword, che gli utenti useranno per cercare risposte nel nostro blog, (tranquilli ci arriveremo con calma, ndr.). Secondo, dobbiamo entrare almeno nella prima pagina della ricerca e terzo dobbiamo ovviamente fare in modo che il nostro sito emerga come un faro tra i vari concorrenti che abbiamo intorno.

Come fare?

Leggete i prossimi articoli e vi svelerò il tutto 😉

©2017 Paolo Bua Corona