Pubblicato in: scrivere per il web

Differenze tra carta e web

differenza tra carta e video

Oggi vediamo insieme le differenze sostanziali che ci sono tra la lettura di un testo cartaceo e quello tramite terminale.

La fatica.

Metteteci la luce artificiale del monitor, il contorno dei caratteri meno netti, la postura seduta che di solito si ha quando si legge sul computer, mescolate tutto assieme e capirete che i nostri poveri occhi fanno una fatica tremenda a leggere i nostri contenuti nel web. Non ci credete? Orbene facciamo una prova. Prendete uno dei libri da leggere assolutamente e leggetelo per un ora di fila; poi provate a fare lo stesso, leggendo il mio blog … lo so lo so sto facendo pubblicità occulta, e va be’ se proprio volete potete scegliere il tomo che più vi ispira per fare la prova, per stavolta non mi offendo! Vi renderete conto che all’incirca la lettura su schermo è circa ¼ più lenta rispetto a quella su carta.

La misura

Mentre in un libro bene o male si riesce a calcolare quanto ci si metterà a leggerlo, con il web è impossibile. Leggeremo una pagina che ci trasporterà tramite i link in infinite pagine che avranno altri link con ulteriori pagine di approfondimento. Possiamo dire che a livello cartaceo abbiamo come esempio l’enciclopedia nel web è tutta una enciclopedia che si tiene in piedi!

Foto e video

Il copywriter usa tutti gli strumenti concessi per generare informazione. Ovviamente il lavoro più grosso si basa sulle parole, se no che copywriter sarebbe? Ma come ben potete osservare su una pagina ci sono delle fotografie, o video, o tutti e due assieme. Questo è un altro modo per coinvolgere il lettore su altri canali sensoriali… chissà, magari la tecnologia andrà così avanti che si potrà attrarre il lettore con il senso dell’odorato! Cosa che c’è già per il mondo cartaceo, quanti di voi non annusano la carta dei libri appena stampati? È un feticismo dei lettori seriali!

La prossima volta vediamo come leggono gli utenti le pagine web, resterete senza parole… che è il colmo per un copywriter se ci pensate!

© 2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: scrivere per il web

Social e celebrità

Social e celebrità

Come avevamo accennato la volta scorsa, esistono due categorie che possono modificare il nostro posizionamento, finora abbiamo parlato dei fattori interni ora diamo un occhiata a quelli esterni che, ahimè, non ci possiamo fare granché.

Celebrità

Uno dei fattori esterni più impegnativi da raggiungere è la popolarità che può avere il vostro sito. Google si affida ciecamente del giudizio che hanno le persone e perciò se vede che il vostro sito è richiamato spesso dal popolo del web, pensa subito che sia un sito apprezzato e quindi deve essere inserito ai vertici della serp.

Social

Un altro fattore importante è l’uso dei social network. Tenetevi forte mi raccomando, se il vostro sito è condiviso sui vari social, tipo Facebook o Twitter o uno di tutti gli altri, significa che è molto interessante per Google. Un “mi piace” è visto dai motori di ricerca come un attestazione di qualità e questo fa salire di posizione.

Perciò detto questo un consiglio che vi posso dare è pubblicità su pubblicità sui vostri social che usate più spesso e chiedere ai vari siti (per esempio il mio) di segnalare il vostro sito e magari ricambiate il favore. Ovviamente, che le richieste che fate siano effettivamente simili ai contenuti del vostro sito perché se parlate di cucina è molto difficile che vi possa inserire nel mio sito rispetto a un Rabolas che scrive poesie per esempio.

©2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: scrivere per il web

Troppe Keyword e i metadati

troppo storpia

 

Il troppo storpia questo si sa, e anche nel web, per Google, è motivo di penalizzazione.

Visto che le keywords aiutano i motori di ricerca per trovare il nostro sito è altrettanto vero che non bisogna approfittarsene inserendo troppe volte in una pagina la stessa parola chiave. La mia personale esperienza, poi dipende dai contesti ovviamente, limita l’uso delle parole chiave a un massimo di un decimo in tutto lo scritto.

Ma non fatevi il sangue amaro nel cercare arbitrariamente il numero giusto di parole da inserire, basta come ho già detto scrivere bene e fare buoni contenuti… e aggiungere nei posti giusti le paroline magiche 😉

I metadati.

Sono dati che scrivono altri dati non sono visibili nel testo ma Google li legge lo stesso. Su wordpress c’è la possibilità di compilare, una volta che si è fatto il contenuto, un riquadro denominato “metatag description”, che aiuta i motori di ricerca a trovare la vostra pagina e crea di solito lo snippet, che vi parlavo le volta scorse.

Questa descrizione deve essere un riassunto molto accurato della pagina in questione; deve contenere per forza di cose le parole chiave inserite però in frasi con senso , mi raccomando:

  • non deve superare i 150 caratteri;
  • deve essere diversa per ogni pagina.

Siccome bisogna avere molta pazienza e fare prove su prove per assimilare i concetti, oggi mi fermo qui così avete il tempo (giovedì prossimo) di leggere il prossimi articolo che parlerà dei fattori esterni.

© 2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: scrivere per il web

Parole chiave: ogni cosa al suo posto!

keyword e seo
l’immagine è stata presa da http://www.formazioneseo.it/

Partiamo dal fatto che siamo qui per scrivere, quindi d’accordo parole chiave e vari stratagemmi per essere indicizzati, ma ricordatevi che la cosa più importante è sviluppare buoni testi.

E ora vediamo dove inserire queste keyword benedette.

Il titolo

Per prima cosa nel titolo del post o della pagina, visto che è la prima cosa che l’utente leggerà nei risultati di ricerca. Perciò non fate i furbetti, non inserite parole chiave con gran volume di traffico che però non c’entrino nulla con il testo da voi proposto. Se avete la bravura di trovare keyword potenti per il vostro titolo mi raccomando, inseritele in modo fluido non forzato. Ricordatevi che state scrivendo per persone non per i motori di ricerca. Ultima cosa che sembrerà scontata ma tanto scontata non è: il titolo è un titolo, non è un poema! State dentro i 50 caratteri spazi inclusi, mi raccomando.

Sottotitoli

Per sottotitoli intendo il titolo di questo paragrafo che guarda caso viene chiamato sottotitolo. 🙂 Nelle pagine di un sito o blog c’è il modo di scrivere direttamente nel codice html. Per chi non sa dove prendere ci sono piattaforme studiate apposta, come wordpress, che fanno automaticamente il lavoro del webmaster. Quando usate la vostra piattaforma imparate quelle due cose di base per saper scrivere in html per i vostri contenuti. Infatti il sottotitolo si trova nel tag html <h2>, <h3> e per i motori di ricerca è una manna dal cielo. Io ad esempio in questa pagina i miei sottotitoli li ho inseriti nel tag <h2>.

Il testo

Ora viene il bello, ora si capisce se abbiamo lavorato con prove su prove per migliorare il nostro modo di scrivere. Un bravo scrittore Seo riesce a inserire le keyword dentro nel testo senza far risultare il contenuto artificioso. Saprà giocare con sinonimi e altri termini correlati senza così scrivere a ripetizione sempre la stessa parola chiave. Attenzione che l’algoritmo di Google ha studiato un sistema per valutare se il testo è di qualità, il famigerato LSI, che non è una droga, ben inteso, ma un metodo che consiste nel determinare quanto le parole chiavi inserite siano rilevanti con l’argomento e se sente puzza di bruciato state sicuri che vi penalizza!!!

Link

Anche nei link è d’obbligo inserire queste benedette paroline. Cosa sono i link? Sono collegamenti ipertestuali che ci portano in un’altra pagina. Saper usare bene questo strumento, vuol dire fare in modo che l’utente navighi felice nelle acque sicure del nostro sito, e più ci sta comodo più noi siamo contenti, giusto?

Comunque tranquilli che strutturerò altri articoli che vi spiegheranno per filo e per segno l’uso di questo potente strumento in dotazione, per ora basti sapere che i motori di ricerca ci sguazzano felici quando trovano link con parole chiave usate sapientemente.

Url

Anche qui sforzatevi a inserire la parola magica! Descrivete con due massimo tre parole cosa ci si aspetta di leggere nel vostro testo, un mini minimo riassunto, a volte basta anche il titolo della pagina. Però, visto che siamo qui per giocare seriamente magari possiamo sforzarci un attimino, no?

Immagini

Per finire mettiamole anche nelle immagini, o meglio, nel nome del file e sopratutto nel tag html <alt>. Credetemi ho notato che Google, ad esempio, ci sguazza che è una bellezza quando trova immagini ottimizzate.

La prossima volta vediamo il numero di parole chiave da utilizzare e vedremo cosa sono i metadati.

Se ti è piaciuto l’articolo che ne dici di condividerlo? 😉

©2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: scrivere per il web

Keyword e Seo

keyword e seo
l’immagine è stata presa da http://www.formazioneseo.it/

Oggi scopriamo come farci trovare dai motori di ricerca. Premetto subito che ci sono fattori esterni che dipendono da ciò che avviene fuori dal sito e fattori interni che per nostra fortuna sono quelli in cui possiamo lavorare. In questo articolo e nel prossimo scriverò dei fattori interni, più avanti vedremo quelli esterni.

Seo.

La seo sono tutti quei metodi che hanno come fine ultimo far ottenere un buon posizionamento nei risultati di ricerca. Si tratta di lavorare sul contenuto, sulla forma, sulla struttura del sito con determinate caratteristiche perché si è notato che i motori di ricerca hanno un loro modo di ragionare e conosciuto questo modo si è a cavallo.

Ricordiamoci che non sappiamo esattamente come funziona l’algoritmo del motore di ricerca, quindi non sono regole fisse da seguire ma cercare di affinarle nel tempo in base ai risultati che si ottengono. Eh sì, scrivere in Seo vuol dire studiare e monitorare ogni giorno come si comporta il nostro scritto sui motori di ricerca.

Le Keyword.

Le famose parole chiave aiutano gli spider (vi ricordate ve ne parlavo nella storiella) a trovarci e di conseguenza renderci visibili. Il difficile del gioco consiste di immedesimarsi nell’utente e pensare quali parole potrà usare per trovare l’argomento che noi trattiamo. In aiuto ci vengono due strumenti essenziali: Google Analytics che ci mostra tra l’altro quali parole chiave hanno condotto gli utenti al nostro sito; Google Adwords che ci assiste nel trovare le keyword tramite il volume di ricerca.

Mio consiglio spassionato per chi vuole incominciare questa avventura è iscriversi subito a questi due essenziali e gratuiti strumenti, basta avere una gmail e il più è fatto.

Le Keyphrase.

Da un po’ di tempo a questa parte ho notato che l’utente non si limita a digitare solo parole per avviare una ricerca, ma addirittura inserisce intere frasi. Il gioco si complica, mannaggia! Questo è ovvio, del resto più parole si inseriscono più si affina la ricerca. Perciò, dopo aver imparato a giocare con le parole chiave, dovrete imparare anche le varie combinazioni di vocaboli che credete che l’utente userà.

Con questo per oggi è tutto la prossima volta vedremo dove posizionarle, come e perché.

©2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: racconti, scrivere per il web

I motori di ricerca. Atto secondo.

come funziona il motore di ricerca
foto del motore (di ricerca) ferrari presa da www.modellismo.net

Sì, sì lo so non sono proprio fatti come in foto i motori di ricerca, ma vi confesso che questa fu l’immagine che pensai la prima volta che me ne parlarono.

In realtà il motore di ricerca non è altro che un algoritmo finalizzato dai cervelloni di Google (userò questo motore di ricerca in questi articoli, ndr. ) per risolvere dei problemi. Qual è il problema? Semplice le nostre ricerche che facciamo ogni giorno nel mondo del web!

Vediamo di capire insieme come funziona questo famigerato motore di ricerca, anche se vi confesso, che il suo esatto funzionamento non è noto… il segreto industriale regna anche nel mondo virtuale, che credete?

Cercherò di spiegarvelo con una storiella, ok? Bene incominciamo.

C’era una volta, un bambino che voleva comprare un libro. (Certo che sembra impossibile, ricordatevi che vi sto raccontando una favola, ndr 🙂 ) Andò in una grande città, la città delle informazioni e chiese al vigile informato dove poteva trovare il libro che voleva acquistare. Il vigile delle informazioni subito chiamò i suoi sottoposti: l’essere che striscia, il crawl er; il ragno, lo spider; e l’uomo meccanico, il robot. Questi avevano il compito di andare per tutte le biblioteche della città, cercando e decifrando qualsiasi cosa che centrasse con la richiesta del bambino.

L’indicizzazione

Passarono alcuni giorni e i sottoposti ritornarono con una valanga di libri, giornali, riviste, manifesti, carta straccia, qualsiasi cosa che conteneva le parole che il bambino stava cercando e portarono il tutto nell’enorme biblioteca del paese (il database) per venire classificati, indicizzati, secondo vari criteri: nome e cognome dell’autore; data di pubblicazione; titolo del libro; casa editrice; ecc ecc.

A quel punto, il vigile delle informazioni, venne chiamato dal sindaco dei motori di ricerca ricevendo l’ordine di portare il bambino direttamente nella biblioteca del paese, tutto era pronto per rispondere al piccolo amico.

Andarono così sia il tutore dell’informazione e il bambino alla biblioteca e il bambino con fare sicuro scrisse (digitò) le parole da ricercare (le keyword) avviando inconsapevolmente un query. D’un tratto ci fu un enorme scossone e uscì dalle viscere della biblioteca il motore che vedete in foto ma mooolto più grande… era il motore di ricerca che sbuffando e ringhiando incominciò a perlustrare tutti i tomi della biblioteca per trovare corrispondenze con le parole che il bambino aveva richiesto. Infine sputò fuori una pagina (la serp) contenente una lista di risultati in ordine di rilevanza che meglio corrispondevano con le parole che il bambino aveva scritto.

Il bambino guardò felice i risultati e alla fine decise per questo contentissimo di aver trovato ciò che cercava. 🙂

Ecco bene o male ora sapete come funziona un motore di ricerca: per ogni pagina web trovata viene mostrato il titolo del sito che è inerente con le parole chiave digitate dall’utente, in blu; l’url che non è altro che quel http:// www…. ; il riassuntino sotto il titolo che spiega brevemente cosa parla il sito in questione, detto snippet.

E così abbiamo imparato qualche parolina nuova che ci sarà utile poi per comprendere come scrivere un buon testo ed essere riconosciuti subito dai motori di ricerca.

©2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: scrivere per il web

Motori di ricerca.

motori di ricerca
immagine presa da http://www.guidaconsumatore.com/

Vi ricordate le ricerche di scuola che davano da fare a casa? Mi ricordo che si andava nelle case di chi, fortunello, possedeva una enciclopedia. Che so, ai miei tempi esistevano “I quindici”… eh eh eh ora scopro quanti dei miei lettori sono entrati negli ‘anta!

Ora, per fortuna, si può stare comodamente spaparanzati nel letto con in mano il tablet o addirittura il telefonino, per potersi connettere e cercare nelle più ampie biblioteche mondiali che sono i motori di ricerca.

Certo, ci sarà chi malinconicamente dirà che il libro è tutt’altra cosa di un freddo schermo, elencando tutti i pregi sensoriali che un computer non può regalare: l’odore (anzi il profumo) della carta appena stampata; il suono inimitabile delle pagine sfogliate; il peso del tomo … mi fermo se no parto con un trattato!

Torniamo a noi e al nostro argomento di questa serie di articoli che vi ho promesso di regalarvi.

Dunque, per prima cosa bisogna capire come si comportano i nostri futuri lettori davanti alla pagina del motore di ricerca.

Vi avviso subito che il primo sito, il primo titolo che si vedrà comparire sulla prima pagina, sarà il vincitore… come nella realtà del resto no? Perciò il primo avrà un sacco di clic, il secondo avrà già un buon 40% in meno e così via fino all’ultimo… e, stiamo parlando della prima pagina che si apre a indagine compiuta! Infatti il 90% degli utenti che brancolano alla ricerca di risposte non vanno oltre la prima pagina e quindi i risultati di tutte le altre restano nell’oblio.

Perciò, la prima cosa che dobbiamo preoccuparci è trovare le parole giuste, keyword, che gli utenti useranno per cercare risposte nel nostro blog, (tranquilli ci arriveremo con calma, ndr.). Secondo, dobbiamo entrare almeno nella prima pagina della ricerca e terzo dobbiamo ovviamente fare in modo che il nostro sito emerga come un faro tra i vari concorrenti che abbiamo intorno.

Come fare?

Leggete i prossimi articoli e vi svelerò il tutto 😉

©2017 Paolo Bua Corona