Pubblicato in: racconti, religione

Gioia di vivere, gioia di scrivere.

Sapete qual è la cosa più odiosa e allo stesso momento più paurosa che ha lo scrittore?

Questa dannata pagina bianca!

Sembrerà un assurdo per i non addetti ai lavori, eppure vi posso garantire che ne ho sentiti molti di “colleghi” che affrontano questo terribile momento con sudori freddi, mani che tremano e la testa completamente vuota, assoggettata dall’imponente foglio bianco.

Scrivere, è un po’ come vivere la vita.

Ci sono quelli che scrivono di routine e infatti i loro scritti non è che dicano un granché; ci sono quelli che cercano lo scritto perfetto ma alla fine la pagina rimane sempre bianca; ci sono quelli, come il sottoscritto, che ci provano e la pagina incomincia a riempirsi di parole che, possono piacere oppure no, ma alla fine l’importante è che soddisfino prima di tutto lo scrittore.

Ovviamente come vivere, ognuno di noi ha dei limiti e prima ce ne si rende conto e prima ci si riesce a convivere. Io, per esempio, so che non potrò mai sperare di poter scrivere una “Divina Commedia” ma non per questo, non scrivo. Anzi, vi dirò di più, proprio per il fatto che conosco i miei limiti, che cerco di portarmi sempre al mio massimo livello quando scrivo. So che posso dare dieci? Bé vi garantisco che quel dieci ve lo scrivo di sicuro, costi quel che costi!

Così, è anche nella vita no?

Ci sono dei momenti, davvero oscuri, che quella dannata pagina bianca sembra quasi che ci goda nel vedermi abbattuto.

La pagina bianca se ci pensate è il nostro destino.

Saranno le parole che ci scriviamo sopra che farà emergere agli altri chi siamo e cosa pensiamo, ci mostrerà alla fine quanto valiamo e cosa abbiamo creato.

È una sfida non da poco scrivere.

È una sfida non da poco vivere.

Come faccio ad affrontare questa dannata pagina bianca, vi chiederete.

Bé, per prima cosa io non la vedo così dannata, anzi a dir la verità, la vedo benedetta. Eh si, cari amici, provate a pensarci.

Se non avessi una pagina bianca come potrei provare a scriverci qualcosa?

L’unica cosa che potrei fare è leggere quello che ha scritto qualcun altro. Ma le mie idee rimarrebbero solo dentro la mia mente, non potrei esprimere nulla all’esterno. Invece, una benedetta pagina bianca, mi permette, sicuramente con fatica, di scrivere ciò che sono, ciò che ho bisogno di dire, prima di tutto a me stesso e poi a voi cari lettori.

Se avessi paura del vostro giudizio, non scriverei.

Se temessi di perdere la vostra stima, non scriverei.

Ve l’ho già detto, è come vivere. Non viviamo per le aspettative degli altri, viviamo prima di tutto per noi. È questo che ci porta avanti, non dimentichiamocelo.

Se dovesse capitare, e a volte capita purtroppo, di dimenticarsi che senso ha vivere, proviamo a rileggerci i capitoli della nostra vita che abbiamo scritto fino adesso.

Se noi non fossimo nati, quante persone ora non vivrebbero? quante non avrebbero superato certe crisi? quante non avrebbero goduto della nostra compagnia?

Ci sono album di ricordi impolverati sugli scaffali delle nostre librerie che dovrebbero essere aperti più spesso, per comprendere il miracolo che siamo, solo a essere noi stessi!

Possiamo avere un momento buio nella nostra vita dove la pagina bianca ci fa paura, dove pensiamo di non riuscire a scrivere più nulla, dove si crede che sia arrivato il momento di scrivere la parola fine. Non scoraggiatevi, è proprio in questi momenti che avere una bella pagina bianca può dimostrarsi l’inizio di un nuovo capitolo del nostro vivere.

Credere in noi stessi, in tutto quello che abbiamo scritto finora deve essere la nostra forza per poter continuare a scrivere.

Vi renderete conto che magari è il momento giusto dove, il protagonista esce vittorioso a testa alta risolvendo i complicati casini che la vita ci impone.

© 2016 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

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