Pubblicato in: fede

Il bello di donarsi.

4a

Domani si accenderà la quarta candela della corona dell’avvento.

Cavoli, sono già passate quattro settimane, come vola il tempo!

Ci pensate, questa è l’ultima settimana e poi, se tutto va bene, dovrebbe nascere questo famoso bambino. È come quando mia cognata aspettava l’arrivo del suo primo figlioletto, nell’aria c’era una grande attesa per tutti noi, figuratevi lei cosa avrà provato!

Questo mi fa riflettere su un’attesa che provo sempre ogni settimana quando vado in chiesa. L’attesa di ricevere l’eucarestia, intendo.

Sapete cosa significa eucarestia? Vuol dire “rendimento di grazie” ed è un significato che mostra ancora una volta l’umiltà di questo uomo di nome Gesù. Eh sì, riflettiamoci un secondo, provate a pensare a tutti quei personaggi che si credono dei nella nostra società: cantanti, sportivi, politici, guru della new age e chi ne ha più ne metta.

Se ci si fa caso, di solito questo genere di persone si sentono un gradino sopra a noi persone comuni, quello che la vita gli dona è un tutto dovuto. Del resto è normale, se uno si sente come un dio può forse abbassarsi di stare con i comuni mortali?

Ecco che questo Gesù rompe gli schemi, si crede dio e allo stesso tempo però usa una politica completamente diversa. Lui ringrazia, va alla ricerca delle persone che sono sofferenti, si commuove, vuole stare in mezzo al suo pubblico ma non vuole stare sopra il palcoscenico, non è un modo strano per chi si crede un dio?

Mi pare sempre un paradosso: Gesù con la sua umanità ci fa conoscere chi è Dio.

Che ci nutre, perché da una parte il pane è l’alimento per eccellenza dall’altra è consapevolizzarsi che Dio è dentro di noi “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna” (Giovanni 6,54). Che vuole che diventiamo una cosa sola con Lui, “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me ed io in lui” (Giovanni 6,56). Che ci unisce gli uni agli altri “Siccome il pane è uno, noi formiamo tutti insieme un solo corpo per il motivo che tutti partecipano ad un unico pane”(Prima lettera ai Corinzi 10,17).

Ogni volta che prendiamo quell’eucarestia noi viviamo questo ed è naturale provare una grandissima attesa mentre siamo in fila per ricevere questo dono di “rendimento di grazie”, non trovate?

Ci pensate che nella storia l’uomo si privava di determinate cose per fare un sacrificio a dio? Mi viene da sorridere, cosa può donare un essere umano a un dio?

Un dio può ricevere un dono solo da un suo simile, no? Ma allora l’uomo come può “ingraziarsi” la volontà di dio? Ci viene in aiuto Gesù che visto che è Dio può sacrificare sé stesso. Perciò per ringraziare e offrire qualcosa a Dio l’unica cosa che possiamo fare è unirci al sacerdote nella Messa e offrire con lui il copro e il sangue che Gesù ha sacrificato per amore. “Fate questo in memoria di me” (Luca 22,19)

Capite che cosa meravigliosa è l’eucarestia?

Mi pare giusto, nel nostro piccolo, prepararsi bene ogni volta che ci avviciniamo a questo dono. Sappiamo che stiamo per prendere Gesù non si può mica prendere la cosa alla leggera, non trovate?

Se la nostra coscienza non è serena esiste la confessione, pensate un po’ potete prendervi anche un appuntamento prima della messa … ‘sti preti serviranno a qualcosa no?

Per atto di rispetto sarebbe giusto almeno un ora prima di ricevere l’eucarestia non aver assunto cibi solidi… mi vien da sorridere. Per un ora di digiuno per Gesù si storce sempre il naso, ma se si va a camminare in montagna si è capaci di farsi un pasto dopo ore e ore di fatica. Ah l’uomo, che strano animale!

E poi non dimentichiamo la concentrazione che bisogna mettere per ricevere questo meraviglioso regalo. Parlare con il Signore deve essere spontaneo sia prima che dopo averlo ricevuto: è uno dei meravigliosi colloqui di amicizia che si possono avere. Ringraziate e chiedete tutto ciò che vi serve per avvicinarvi alla santità, tanto Gesù già sa, state tranquilli.

Dai che manca poco, ancora una settimana e finalmente nascerà quel bambino che ci attende ogni giorno e che si regala a noi con l’eucarestia.

© 2016 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

Rispondi