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Il pensiero.

Ciao ragazzi mi presento, sono il pensiero.

Sapete quella cosa che ognuno di voi possiede che frulla in testa. Non sto mai fermo, ho sempre qualcosa da fare. Come riesco a formularmi ecco che riprendo a frullare. Sì, a volte sono dispettosa da fa venire mal di testa da quanto frullo però, dai diciamocela tutta, senza di me che cosa fareste?

Non ho corpo né colore sono senza materia. Molti hanno cercato di studiarmi di capire da dove salto fuori e non si rendevano conto che più si sforzavano a pensarmi, più frullavo nella loro testa.

Un professorone, di quelli illustri con tante lauree e riconoscimenti vari, un giorno decise di trovare una risposta a ciò che sono.

La prima cosa che gli venne in mente però, ero io.

Iniziò un lungo calvario per il poveretto, perché cercava in tutte le salse di ragionare senza mettermi di mezzo ma più ci provava e più, automaticamente, comparivo fuori.

Si alzava la mattina e prima ancora di aprire gli occhi ecco che gli davo il buongiorno; andava in bagno a lavarsi e io pronto gli elencavo tutta la lista delle cose da fare durante la giornata; si vestiva e gli consigliavo quali vestiti mettere; faceva colazione preparata da me e via via, per tutte le cose che era intenzionato a fare, io ero sempre lì a consigliarlo.

Finché un giorno disse basta!

Ora, pensiero, esci dalla mia testa e parliamo da uomo a … quel diavolo che sei!”

Disse infuriato davanti allo specchio.

Lo guardai incredulo all’inizio e mi venne da sorridere ma poi vedendolo quanto era arrabbiato e disperato, provai compassione.

Allora chiesi permesso al mio capo: il signor Pensiero Universale.

In modo fulmineo mi trovai al suo cospetto e domandai se era possibile fare uno strappo alla regola e per una volta uscire dalla testa di quel povero uomo e poterci parlare assieme.

Il Pensiero Universale mi squadrò un attimino prima di rispondermi e poi mi disse:

«Di tutti i pensieri che ci sono sul pianeta tu sei quello più insulso. Se davvero vuoi bene a questa persona torna immediatamente dentro la sua testa. Non vedi come si comporta quando tu non ci sei?»

«Ma Pensiero Universale è lui che vuole in tutte le maniere scoprire da dove vengo e chi sono e non si darà pace finché non troverà una risposta.» Gli risposi.

E lui continuò imperterrito. «Scellerato di un pensiero guarda cosa combini quando esci dalla testa delle persone. Impazziscono, non ragionano più e cosa più grave incominciano a parlare dicendo cose prive di senno!! Vuoi davvero aiutare quell’uomo allora digli questo.» E mi consegnò un pezzo di carta dopo averci scritto su qualcosa.

Io lessi velocemente il foglio e mi illuminai. Allora di tutta fretta ritornai nella testa del professore che intanto era salito sul lampadario e ululava ondeggiando come fosse una scimmia mannara.

«Oh mamma mia,» pensai disperato «ecco cosa succede se mi assento un attimo!»

E di tutta fretta entrai nella sua testa dicendogli quello che mi aveva suggerito il Pensiero Universale.

Gli occhi gli si aprirono e smise di ululare di colpo.

Si guardò attorno e quando si rese conto che era sopra il lampadario, preso dallo stupore spalancò le braccia e cadde per terra con il sedere.

Poi si rimise in piedi e incominciò a elogiarmi.

«Caro pensiero,» disse ad alta voce «grazie di essere tornato. Ora so chi sei e da dove spunti fuori. Senza di te l’uomo regredisce ad animale. Sei quel dono che gli fa capire il funzionamento delle cose, che gli fa prevedere anche cosa succede a fare determinate azioni. Ti trasformi in miliardi di colori quando pensiamo all’arte, ci sveli i misteri della natura, con te nulla è segreto.» Mi disse quasi alle lacrime il professorone. «Tu sei la parte più importante dell’uomo che regala la possibilità di comprendere, sperimentare e contemplare la bellezza del vivere. Senza di te si resta muti come sassi, come alghe ci si fa spostare da una corrente all’altra senza porre resistenza. Grazie, pensiero caro di esistere.»

Avete capito cari lettori che cosa sono?

Immaginatemi come una pianta che va fatta crescere e concimata con tanti libri di qualità, dargli lo spazio e il tempo necessario per poter crescere e donargli la luce, quella luce che illumina ogni uomo come il sole al mattino.

© 2016 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

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