Pubblicato in: scrittura creativa

Il segreto? Una buona maturazione!

foto presa da http://www.visit-valtellina.com/
foto presa da http://www.visit-valtellina.com

Rieccoci ormai alla fine del nostro viaggio. Spero che vi siano serviti questi accorgimenti, consigli e dritte che vi ho scritto in questi articoli. Vi ringrazio tutti per avermi tenuto compagnia con i vostri consigli e i vostri racconti che mi avete fatto leggere, sono sicuro che presto potrò vedere il vostro nome sulla copertina di un bel libro!

Proprio di questo vi voglio parlare anzi, mi correggo voglio darvi l’ultimo consiglio che per me è il più importante in assoluto: la maturazione!

Secondo voi come è possibile che esistano festival per il Barolo o il Prosecco? Certo, ottima risposta! Perché sono due ottimi vini! Ma come hanno fatto questi due vini a diventare immortali?

Ve lo dico io, al termine della fermentazione il vino non si presenta limpido e allora bisogna lasciarlo riposare… Come il vostro manoscritto!

Appena finito di scrivere lo rileggete per l’ultima volta e poi lo depositate dentro il cassetto della vostra scrivania con un post it sulla pagina principale “Da aprire fra qualche mese”. Del resto l’espressione avere un sogno nel cassetto secondo voi da dove deriva?

Sì, ma e adesso che si fa? Come che si fa, si continua a leggere di tutto e di più, si continua a osservare tutto ciò che ci circonda e, ovviamente, si continua a scrivere!

Si ricomincia a far galoppare la fantasia su altri progetti di scrittura e giù a studiare l’evolversi di nuove idee, mondi fantastici, ecc ecc.

Poi, finalmente arriva il giorno tanto atteso. Vediamo se il nostro Barolo sta procedendo alla maturazione. Lo rileggiamo e iniziamo a tagliare delle parti… si avete capito bene e vi dico di più, se rileggendo la vostra opera vi sembra che non ci sia nulla da cambiare, bisogna aspettare ancora che maturi!

Del resto più si scrive e più ci si evolve in bravura, quindi sicuramente quello che avete scritto sei mesi fa, sarà visto con occhi più critici e saggi oggi!

È come il vino: subito dopo il processo di fermentazione, il vino si presenta torbido e – vi assicuro come il nostro manoscritto – con molte particelle in sospensione che oltre a pregiudicarne l’aspetto possono creare difetti notevoli! Ecco perché bisogna lasciarlo riposare così che queste parti solide tocchino il fondo e lascino il vino alla sua limpidezza e stabilità. Nel vino si usa il travaso per separare queste sostanze, nella scrittura … ma sì è una cosa simile! Si rilegge con occhi nuovi il manoscritto e si incomincia togliere tutte quelle parti che lo rendono torbido.

Non abbiate paura a tagliare, eliminare le parti che vedete sono in più. Leggete il vostro lavoro come lettori non come autori! Quella frase per quanto d’effetto non ci sta nel contesto? Tiriamola via! Ho scritto troppo paesaggio che mi annoia? Snelliamolo un po’! E via di questo passo. Dopo un paio di giorni che ci state lavorando ri travasatelo dentro il cassetto finché un bel giorno, riaprirete il cassetto prenderete quel manoscritto tutto impolverato e inizierete a leggere un capolavoro!

Ottimo, il Barolo è pronto per essere servito agli altri lettori.

Tranquilli non vi lascio così, le prossime puntate vi mostrerò con un esempio concreto tutti i passaggi che mi hanno portato a scrivere il mio primo romanzo “Non sono solo zanzare!” così capirete meglio tutto quello che si è detto finora.

Mi raccomando scrivete!

Buon divertimento

© 2017 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

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