Pubblicato in: Impariamo a promuoverci

Book trailer

book trailer

Avete già pensato cosa inserire per attrarre il vostro pubblico nella vostra presentazione? Oggi vi voglio parlare di uno strumento che va molto di moda nel settore del libro, sto parlando del book trailer.

Per fare in modo di suscitare fin da subito curiosità nelle mie presentazioni come premessa mostro il lavoro fattomi da un mio caro amico Paolo Dal Pont che come professione crea montaggi video per una agenzia di comunicazione.

Subito alla richiesta di aiuto ha risposto con un entusiasmo senza pari. Anche lui, come me, è innamorato di Belluno e pensare di poter pubblicizzare le sue montagne con il suo lavoro, era una occasione troppo ghiotta per lasciarsela scappare. Qui potete guardare il mio book trailer di “Non sono solo zanzare!”

Vediamo assieme come si crea visto che lo storyboard è vostro compito. Due cose sono essenziali, la descrizione scritta o parlata di ciò che si sta vedendo, e le immagini.

L’idea

Per prima cosa prendete un bel foglio di carta e scrivete tutte le idee che vi vengono in mente, di solito un video dura sui cinque minuti non di più. Dovete in questo poco tempo focalizzare i punti salienti che caratterizzano il vostro romanzo, senza perdere l’obiettivo di creare curiosità dei vostri potenziali acquirenti.

l’immagine

Una volta che avete ben chiaro come strutturare il testo, fate degli schizzi o se siete impediti come me nel disegnare, descrivete cosa volete che in quel determinato momento si veda. Più sarete minuziosi nei particolari più chi farà il video riuscirà a trovare le angolazioni e i soggetti più consoni. Ovviamente ricordatevi che tutto ha un prezzo, se chiedete di visionare dall’alto con un drone la città in cui vivete non so quanto dovrete vendere per rientrare nelle spese!

drone per book trailer

Voce o scritto?

Finito di comporre la bozza del nostro video, resta l’ultima cosa da decidere. È più consono per la descrizione delle immagini, inserire nel video delle scritte o una voce?

Questo è a gusto vostro, certo un’attrice che legga le descrizioni da voi scritte ha un costo aggiuntivo, parlo di attrice perché fidatevi per quanto siamo accaniti lettori non abbiamo le competenze di pronuncia che può avere invece chi lo fa per mestiere.

Il mio consiglio è di chiamare professionisti e non cimentarvi da soli perché rischiate davvero di crearvi pubblicità negativa se non riuscite a farlo professionalmente. 

© 2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: racconti

La strategia del terrore

terrorismo
foto presa da www.abbrevia.it

In Europa, purtroppo, è in corso una guerra terribile, sia per chi ne è colpito sia per gli spettatori che restano impotenti dinanzi alla cruda realtà di certe azioni.

La psiche, le emozioni, il nostro modo di guardare chi ci sta attorno, di vedere il mondo, viene agitato da queste tremende decisioni che uomini prendono per attuare un conflitto che colpisce il nostro modo di vivere.

Le strategie del terrore colpiscono nel nostro modo di essere, diffondendo la paura. Spregiudicati colpiscono nelle vita quotidiana, tra gente comune, usando come armi oggetti di uso quotidiano: un martello, un coltello, un furgone, bombe costruite in casa.

La paura che possa capitare a noi essere protagonisti della nuova strage ci alimenta, senza volerlo, la diffidenza, la chiusura e il sospetto verso i nostri simili. Come può la Legge poter fermare una così tale disfatta? Credo che il miglior modo di uscire vittoriosi è tentare di vincere il panico che ci divide cercando di creare un nuovo modo di creare solidarietà verso coloro che sono diversi, di riconoscerci non come vittime ma come nuove persone capaci insieme di combattere paure che da soli ci appaiono invincibili.

Pubblicato in: scrivere per il web

Keyword e Seo

keyword e seo
l’immagine è stata presa da http://www.formazioneseo.it/

Oggi scopriamo come farci trovare dai motori di ricerca. Premetto subito che ci sono fattori esterni che dipendono da ciò che avviene fuori dal sito e fattori interni che per nostra fortuna sono quelli in cui possiamo lavorare. In questo articolo e nel prossimo scriverò dei fattori interni, più avanti vedremo quelli esterni.

Seo.

La seo sono tutti quei metodi che hanno come fine ultimo far ottenere un buon posizionamento nei risultati di ricerca. Si tratta di lavorare sul contenuto, sulla forma, sulla struttura del sito con determinate caratteristiche perché si è notato che i motori di ricerca hanno un loro modo di ragionare e conosciuto questo modo si è a cavallo.

Ricordiamoci che non sappiamo esattamente come funziona l’algoritmo del motore di ricerca, quindi non sono regole fisse da seguire ma cercare di affinarle nel tempo in base ai risultati che si ottengono. Eh sì, scrivere in Seo vuol dire studiare e monitorare ogni giorno come si comporta il nostro scritto sui motori di ricerca.

Le Keyword.

Le famose parole chiave aiutano gli spider (vi ricordate ve ne parlavo nella storiella) a trovarci e di conseguenza renderci visibili. Il difficile del gioco consiste di immedesimarsi nell’utente e pensare quali parole potrà usare per trovare l’argomento che noi trattiamo. In aiuto ci vengono due strumenti essenziali: Google Analytics che ci mostra tra l’altro quali parole chiave hanno condotto gli utenti al nostro sito; Google Adwords che ci assiste nel trovare le keyword tramite il volume di ricerca.

Mio consiglio spassionato per chi vuole incominciare questa avventura è iscriversi subito a questi due essenziali e gratuiti strumenti, basta avere una gmail e il più è fatto.

Le Keyphrase.

Da un po’ di tempo a questa parte ho notato che l’utente non si limita a digitare solo parole per avviare una ricerca, ma addirittura inserisce intere frasi. Il gioco si complica, mannaggia! Questo è ovvio, del resto più parole si inseriscono più si affina la ricerca. Perciò, dopo aver imparato a giocare con le parole chiave, dovrete imparare anche le varie combinazioni di vocaboli che credete che l’utente userà.

Con questo per oggi è tutto la prossima volta vedremo dove posizionarle, come e perché.

©2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: Impariamo a promuoverci

La presentazione: l’attore.

la presentazione
foto presa da http://www.officineanimazione.it/

Ora che la presentazione è pronta dobbiamo studiare il modo di come esporla.

Sì perché tutto dipende da come ci si muove davanti al pubblico, diventiamo attori recitiamo la nostra parte, che non vuol dire essere finti sia ben chiaro… come potrebbe esserlo visto che stiamo parlando di un progetto fatto da noi?

Vedetelo come una interrogazione o un colloquio di lavoro oppure più divertente una parte di teatro, dove voi siete gli attori principali.

A me gli occhi!

Un trucco, che io uso quando presento i miei libri, è di scomporre il pubblico… nel senso che diventa più facile pensare di parlare con una persona alla volta che a un gruppo di persone, non trovate? Questo vi permette di non abbassare mai lo sguardo ma anzi di coinvolgere ognuno dei partecipanti al vostro dialogo.

La voce

Dopo aver imparato a memoria il vostro bel discorsetto bisogna incominciare a lavorare sul timbro della voce. Cercate davanti allo specchio di modularne il suono, cercando di esporre le varie parti del discorso con forti e piani; bassi nei momenti truci e alti; veloce e lento. Vi renderete presto conto che la presentazione diventerà un buon motivo per divertirsi.

La postura

Siete attori e quindi sguardo fiero e petto in fuori. Cercate di aiutarvi con i gesti come un vero attore da palcoscenico. Restare li fermi con il microfono in mano sguardo basso e magari un pochino ingobbiti non è proprio il massimo, giusto? Con il corpo mostrate che siete fieri di quello che avete fatto e che state proponendo al pubblico.

Divertimento

Ricordatevi sempre di divertirvi questo è il mio ultimo consiglio per oggi che vi do e vi darò sempre. Abbiate senso dell’umorismo, metteteci dentro un po’ di auto ironia, divertitevi e fate divertire il pubblico e il gioco è fatto!

© 2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: racconti

Vaccini obbligatori

vaccini obbligatori
foto presa da www.tempo.it

Questo racconto potrebbe essere la continuazione di una vecchia storiella che vi raccontai tempo fa, ve la ricordate? Comunque visto tutto questo cancan che c’è in questi giorni la mia fantasia ha voluto dire la sua, buona lettura!

Vaccini obbligatori.

C’è stato un tempo dove le malattie impestavano il pianeta terra. Erano così tante che ormai quando se ne scopriva una nuova, non ci si dava tanto peso, anzi spesso accadeva che la si buttava sul ridere.

Tutto il popolo comunque aveva poco da ridere in realtà, in quanto per qualsiasi cosa si facesse c’era pronta una malattia ad accompagnarlo nel suo peregrinare. C’erano malattie per chi mangia troppo e quelle per chi mangia poco; quelle per chi praticava sport e quelle per chi preferiva oziare sul divano; c’erano persino malattie per chi studiava e per chi non studiava.

Un bel giorno il signor Vaccino scoprì una cura, anzi, la Cura che guariva tutti questi malanni. Al popolo per un momento gli parve una cosa fantascientifica e invece quando iniziarono a somministrarla, per magia tutte le malattie sparirono in un battibaleno.

La gente per un periodo sembrava aliena: chi annusava i fiori a pieni polmoni; chi si tuffava nelle acque gelide per poi uscire più arzillo di prima; chi guardava il mondo con gli occhi spalancati; chi correva con le braccia in verticale … insomma una cosa completamente da pazzi, ma finalmente si era riusciti a debellare le malattie. Per il signor Vaccino si creò un enorme statua di ringraziamento come salvatore del pianeta.

Ogni anno per gli attacchi di nuove malattie che spuntavano ecco che migliorando la Cura si poteva stare sereni. Tutti la prendevano non c’era ragione di non farlo, perché rischiare di stare male?

Il popolo era felice e la Nazione (il capo indiscusso del popolo) ne era contento… anche se fra poco ci sarebbero state le elezioni e non aveva tanto piacere di affrontare quel periodo. I suoi rivali erano tutto sommato piccole pedine ma ce ne era uno in particolare che un po’ lo preoccupava, la signora Democrazia.

«Che donna pestifera lei e le sue malsane idee … un momento malsane idee??» pensò ad alta voce la Nazione «ma sì ecco la soluzione per non avere problemi nel momento delle elezioni!» e prendendo la giacca uscì di tutta corsa per giungere da chi aveva scoperto la Cura.

«Buongiorno signor Vaccino, mi dica, per caso la Cura riesce a debellare qualsiasi cosa?»

«Buongiorno a lei Nazione, la mia cura riesce a debellare qualsiasi malattia e male nel mondo!»

«Mi pare impossibile, dice proprio tutto?» chiese sogghignando.

«Tutto, ma perché me lo chiede sta male forse?» rispose agitato il signor Vaccino.

«Io? Io sto benone grazie alla sua cura, anche se…»

«Anche se, cosa? È impossibile che lei stia male. Non ci sono stati più avvistamenti di malattie nel mondo da quasi trent’anni!»

«Ha ragione, ma vede ho scoperto che c’è chi soffre di una malattia tremenda: l’idea malsana, i cui sintomi sono di sragionare completamente e promettere cose che non si possono mantenere. Lei dice che sia possibile vincere anche questa malattia?» gli chiese sfidandolo.

Per un momento il signor Vaccino rimase ammutolito poi visto lo sguardo beffardo della Nazione disse inviperito: «Lavorerò giorno e notte e vedrà che la Cura vincerà anche questo male!»

E infatti da bravo uomo di scienza, il signor Vaccino riuscì a trovare anche questa cura: « Ecco Nazione sono riuscito a debellare anche questo male, ma l’avverto, è una malattia molto più profonda delle altre magagne che ho affrontato, questa va somministrata una volta ogni tre mesi se no il male ritorna!»

La Nazione ben felice la impose come vaccino obbligatorio ogni tre mesi per tutto il popolo che la prese senza protestare.

La cara Nazione era finalmente in pace con sé stessa, alle elezioni chi avrebbe mai potuto votare per la Democrazia?

Il giorno delle elezioni arrivò molto in fretta e i risultati furono drastici per la povera Nazione che raggiunse un solo voto… il suo! Ma come era possibile?

La Democrazia aveva vinto e come prima cosa stracciò la legge che obbligava il vaccino obbligatorio dell’idea malsana. Il popolo era felice ora vedeva con occhi nuovi il mondo, sembrava un miracolo c’era pace, giustizia e benessere verso tutti. Purtroppo l’effetto del vaccino finì e non essendo più obbligati a prenderlo, il popolo ricominciò ad avere idee malsane. Solo tre mesi durò la prosperità che la Signora Democrazia aveva portato al popolo, il quale finito l’effetto del vaccino la scacciò dal potere per rieleggere felice la cara vecchia Nazione.

Se vi è piaciuta la storiella, perché non la condividete?

Vi ricordo che se volete leggere il mio libro potete acquistarlo qui grazie e buona Domenica.

© 2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: racconti, scrivere per il web

I motori di ricerca. Atto secondo.

come funziona il motore di ricerca
foto del motore (di ricerca) ferrari presa da www.modellismo.net

Sì, sì lo so non sono proprio fatti come in foto i motori di ricerca, ma vi confesso che questa fu l’immagine che pensai la prima volta che me ne parlarono.

In realtà il motore di ricerca non è altro che un algoritmo finalizzato dai cervelloni di Google (userò questo motore di ricerca in questi articoli, ndr. ) per risolvere dei problemi. Qual è il problema? Semplice le nostre ricerche che facciamo ogni giorno nel mondo del web!

Vediamo di capire insieme come funziona questo famigerato motore di ricerca, anche se vi confesso, che il suo esatto funzionamento non è noto… il segreto industriale regna anche nel mondo virtuale, che credete?

Cercherò di spiegarvelo con una storiella, ok? Bene incominciamo.

C’era una volta, un bambino che voleva comprare un libro. (Certo che sembra impossibile, ricordatevi che vi sto raccontando una favola, ndr 🙂 ) Andò in una grande città, la città delle informazioni e chiese al vigile informato dove poteva trovare il libro che voleva acquistare. Il vigile delle informazioni subito chiamò i suoi sottoposti: l’essere che striscia, il crawl er; il ragno, lo spider; e l’uomo meccanico, il robot. Questi avevano il compito di andare per tutte le biblioteche della città, cercando e decifrando qualsiasi cosa che centrasse con la richiesta del bambino.

L’indicizzazione

Passarono alcuni giorni e i sottoposti ritornarono con una valanga di libri, giornali, riviste, manifesti, carta straccia, qualsiasi cosa che conteneva le parole che il bambino stava cercando e portarono il tutto nell’enorme biblioteca del paese (il database) per venire classificati, indicizzati, secondo vari criteri: nome e cognome dell’autore; data di pubblicazione; titolo del libro; casa editrice; ecc ecc.

A quel punto, il vigile delle informazioni, venne chiamato dal sindaco dei motori di ricerca ricevendo l’ordine di portare il bambino direttamente nella biblioteca del paese, tutto era pronto per rispondere al piccolo amico.

Andarono così sia il tutore dell’informazione e il bambino alla biblioteca e il bambino con fare sicuro scrisse (digitò) le parole da ricercare (le keyword) avviando inconsapevolmente un query. D’un tratto ci fu un enorme scossone e uscì dalle viscere della biblioteca il motore che vedete in foto ma mooolto più grande… era il motore di ricerca che sbuffando e ringhiando incominciò a perlustrare tutti i tomi della biblioteca per trovare corrispondenze con le parole che il bambino aveva richiesto. Infine sputò fuori una pagina (la serp) contenente una lista di risultati in ordine di rilevanza che meglio corrispondevano con le parole che il bambino aveva scritto.

Il bambino guardò felice i risultati e alla fine decise per questo contentissimo di aver trovato ciò che cercava. 🙂

Ecco bene o male ora sapete come funziona un motore di ricerca: per ogni pagina web trovata viene mostrato il titolo del sito che è inerente con le parole chiave digitate dall’utente, in blu; l’url che non è altro che quel http:// www…. ; il riassuntino sotto il titolo che spiega brevemente cosa parla il sito in questione, detto snippet.

E così abbiamo imparato qualche parolina nuova che ci sarà utile poi per comprendere come scrivere un buon testo ed essere riconosciuti subito dai motori di ricerca.

©2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: racconti

La presentazione. Parte 2

la presentazione
foto presa da http://www.officineanimazione.it/

Oggi vediamo come strutturare una presentazione efficace.

Prima cosa non basta una presentazione che vada bene per tutte le uscite che farete. Per esporre i contenuti del vostro libro per prima cosa dovete capire a quale pubblico vi state proponendo. Se andate a parlare alle scuole medie userete, mi auguro, un linguaggio diverso piuttosto di esporre davanti al Magnifico Rettore di una università, non trovate?

Sì, questo vuol dire che in base al pubblico che avrete dinnanzi dovrete esporre il vostro argomento in una determinata materia, sempre usando le tre regole che avete letto nel precedente articolo. Bene incominciamo.

L’obiettivo.

Sì, sì lo so vendere il libro… ma non è il nostro obiettivo principale. Noi vogliamo che si parli di noi che la gente che ci ascolterà sia incuriosita così tanto che vuole saperne di più su cosa scriviamo. Il nostro intento è che alla fine si ricordino esattamente ciò che noi vogliamo trasmettergli. È ovvio che non potranno ricordarsi tutti i concetti che si esprimeranno durante la presentazione, ma il nostro obiettivo, la parte più importante, quello assolutamente se lo devono ricordare. È importantissimo individuarlo perché solo così si potrà creare una presentazione in cui ogni elemento conduca alla memorizzazione della nostra idea!

Lo storyboard

Questo sistema è ottimo se volete affiancare oltre la parte orante anche la parte visiva, magari aiutandovi con delle slide. Prendete foglio di carta e incominciate a prendere appunti del vostro libro: che argomento tratta? Come osso farlo piacere alle persone? Qual è il target? Ecc. ecc. Alla fine avremo un foglio fitto fitto di idee, bene si incomincia a riorganizzarlo: con una introduzione, una parte centrale, e una conclusione.

La prova del nove

Se riesci a fare un riassunto in 30 minuti, in 15 e in soli 5 minuti della tua presentazione facendo capire bene cosa esattamente vuoi che si ricordi il tuo pubblico, allora stai pur sicuro che per la parte vocale ci siamo… eh sì, perché come vedremo la prossima volta, bisogna pensare al aspetto visivo.

©2017 Paolo Bua Corona