Pubblicato in: Scrivere per il Web

I termini inglesi

i termini inglesi

Nel mio lavoro di copywriter, mi capita spesso di confrontarmi con “colleghi” che iniziano dei monologhi assurdi su argomenti inerenti al web marketing.

«Certo, io uso tool che mi permettono di creare un knowledge tramite meeting che svolgo con skipe con il mio futuro customer…» Traduzione: “Certo io uso strumenti che mi permettono di creare una conoscenza tramite l’incontro che svolgo con skipe con il mio futuro cliente”. Come vedete l’unica parola inglese che non è cambiata è skipe tutte le altre potevano benissimo essere enunciate in italiano, vediamo di capirci.

L’uso dell’inglese

Sottinteso che scriviamo per farci capire, capita per necessità di dover inserire dei termini in inglese quando:

  • non esiste una traduzione in italiano, quindi si colma una lacuna lessicale

  • si parla di termini tecnici relativi all’informatica

  • risulta più precisa ed efficace rispetto al suo significato in italiano.

Ecco un esempio: io come lavoro sono un “copywriter” oppure in italiano sono un “redattore pubblicitario”, quale dei due termini è meglio trascrivere?

Altro esempio: “ho un team di persone che lavorano per una web comunication efficace” in questo caso è meglio adottare termini italiani tipo ho un gruppo, una squadra, di persone che lavorano per una comunicazione efficace nel web.

Vedete non è scrivere o parlare con termini inglesi che si risulta competenti e aggiornati, anzi, si rischia di risultare comici, come per il burocratese che si parlava la volta scorsa.

Attenzione con i sinonimi

Mi capita, nelle mie navigazioni in rete, di trovare altrettante frasi buffe che altri blogger scrivono mediante l’uso dei sinonimi. È vero che a scuola ci è stato sempre insegnato che è un grave errore ripetere le parole se si possono trovare sinonimi ma ricordiamoci che nel web bisogna scrivere per essere capiti in modo semplice e ottimale. Se è vero che al posto di certe parole inglesi possiamo trovare il suo fratello italiano, è anche vero che cercare a tutti i costi un sinonimo o addirittura più sinonimi per una certa parola risulta sconveniente perché si perde in qualità del testo.

Esempio: l’auto del Presidente della Repubblica … la vettura del Capo dello Stato … l’automobile del garante della Costituzione … il veicolo dell’uomo del Colle … e chi ne ha più ne metta! Vedete anche voi che è una ricerca forzata che cade nel ridicolo?

Per concludere:

  • Cercate di mettervi sempre nei panni di chi legge
  • rinunciate alle parole forbite o agli inglesismi se compromettono la qualità e la comprensibilità del testo  
  • cercate sempre di creare la soluzione che l’utente si aspetta di trovare nella lettura del vostro articolo.

©2017 Paolo Bua Corona

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Essere chiari

essere chiari
foto presa da internet

Sarebbe davvero un sogno poter scrivere con la consapevolezza che chi ci leggerà capirà tutte, ma proprio tutte, le parole che organizzano il nostro testo. Ah pura chimera! Ecco, la chimera casca a fagiolo. Quanti di voi sanno il significato della parola “chimera” e come metaforicamente viene usata?

Essere chiari

Quando ci accingiamo a scrivere un testo dobbiamo prendere in considerazione determinati parametri:

  • a chi stiamo scrivendo? Chi sono gli utenti che leggeranno il nostro articolo?

  • qual è il loro livello d’istruzione?

  • Come vogliamo trasmettere il nostro messaggio?

Sono semplici domande a cui bisogna saper rispondere in modo più specifico possibile, sempre che si possa perché a volte, soprattutto tutto se si scrive per un giornale, comprendere il target giusto, l’utenza che legge, è davvero molto difficile.

Il burocratese

Ecco evitate in tutte le salse di imitare il parlare dei nostri politici o lo scrivere della nostra beneamata pubblica amministrazione! Il burocratese è una “non-lingua” a sé. Una patina maestosa di ufficialità, che ingarbuglia frasi con paroloni forbiti, ricercando la complessità artificiosa di un senso … 😉

Dalla parte dell’utente

Scrivere è una bellissima arte che ci dona la possibilità di poter esprimere quello che pensiamo. Il segreto per essere capiti è mettersi dalla parte di chi legge. Sopratutto per noi che scriviamo nel web, il nostro compito è quello di prendere per mano il lettore e indirizzarlo, con i trucchetti che avete letto negli articoli precedenti, verso la risposta alle sue domande. Quindi scrivete un testo semplice, se potete evitate i tecnicismi, sopratutto quelli inutili.

Mi soffermerò un po’ su questo tema perché credo che sia il nocciolo del nostro obiettivo.

P.S. la chimera è un mostro della mitologia greca col muso da leone il corpo di capra la coda di drago. E si usa in modo figurativo per indicare un’ipotesi assurda, un sogno, un’utopia. 😉

© 2017 Paolo Bua Corona

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I Link

il link

L’unico mezzo che ci consente di navigare tra le pagine web è il link. Il nostro compito è riuscire a portare il nostro utente a spasso per il web, vediamo come.

Il suo utilizzo

Come ben sapete i link sono di colore blu e sottolineati e quando vengono cliccati cambiano colore per avvertire l’utente che sono già stati visionati. La struttura del link va attentamente studiata:

  • i motori di ricerca attribuiscono peso al testo, perciò parole chiave a go go;

  • può essere un buon modo per invitare l’utente a visualizzare una pagina importante del vostro sito;

  • aiuta il lettore a trovare le informazioni che cerca e così farvi crescere di reputazione;

  • è uno degli strumenti che insieme ai titoli e sottotitoli il lettore scandaglia velocemente.

Vedete bene che scrivere un articolo non deve mai essere una cosa buttata giù alla “carlona” ma ogni singola parola deve essere studiata nei minimi dettagli e questo vale sopratutto per i link.

La brutta abitudine del clicca qui

Dobbiamo dare informazioni e abbiamo la possibilità che queste vengano viste dai motori di ricerca, quindi perché sciupare questo potere con un link intitolato”clicca qui” o “ apri” o “leggi qui” ecc.? L’utente sa già, sia cosa è un link, sia il suo funzionamento, quindi non ha senso spiegargli che deve cliccare per arrivare alla pagina di destinazione.

Perciò fate scomparire tutte le parole che non veicolano informazioni importanti. Dovete pensare di sintetizzare con due massimo tre parole l’articolo che volete che il lettore vada a visitare. Evitate link che:

  • mandino alla home page del sito costringendo il lettore a ricercare l’articolo di suo interesse;

  • puntino a un diverso punto della vostra stessa pagina;

  • facciano aprire finestre di composizione mail: molti utenti usano mail web-based tipo gmail che non sono compatibili con gli indirizzi di posta elettronica predefiniti.

I link errati

Una prassi che vi consiglio di adottare è il controllo periodico dei vostri link in uscita. Questo perché non è detto che le pagine, siano valide per sempre. Non c’è nulla di più fastidioso che aprire una pagina e trovare la dicitura “Error 404”. Attenzione, perché i link errati oltre a far perdere la nostra credibilità al lettore, penalizzano il posizionamento del sito nei risultati dei motori di ricerca. Per evitare questo esistono in rete ottimi tool gratuiti che possono aiutarvi nel controllo periodico. Validatori.w3.org è uno di questi strumenti, basta inserire l’indirizzo del vostro sito e lui farà il resto.

E con questo è tutto, credo. Se avete domande o volete consigliarmi qualche altro spunto fatemelo sapere che son sempre felice di imparare cose nuove.

©2017 Paolo Bua Corona

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Liste e tabelle

liste e tabelle

Vediamo insieme un altro mezzo che viene poco usato o impiegato male negli articoli del web:

Le liste!

L’utilizzo delle liste servono esclusivamente per dare risalto a ciò che vogliamo elencare e questo avviene tramite il contrasto che si genera tra la parte discorsiva del contesto e la parte visiva che genera una lista. Del resto:

  • aiutano l’autore alla precisione e alla concretezza;

  • favoriscono l’utente nella perlustrazione del testo;

  • aiutano nel creare un aspetto più ordinato dell’articolo;

  • agevolano la lettura nel reperimento delle informazioni;

  • alleggeriscono testi troppo lunghi;

Perciò come si può ben notare sono strumenti molto utili ed è un peccato non saperli utilizzare. Ricordiamoci che è importante giocare sia con le parole sia con l’aspetto grafico.

Pulizia e ordine

Un altro consiglio che vi do spassionatamente è cercare sempre l’alternativa che risulti più discreta e meno ingombrante. Evitate quindi simboli stravaganti per non disorientare il lettore. Usate i “pallini” classici che la maggior parte delle piattaforme inseriscono in default e avrete sicuramente una pagina più pulita e meno complicanze.

Quando usare i numeri?

Da quel che ho visto in rete e nei miei studi da blogger, oltre che da giornalista, i numeri nelle liste vengono usati sopratutto per eseguire una determinata procedura gerarchica, una sequenza logica; mi vengono in mente le istruzioni per installare un programma: primo passa fai così; secondo passo fai colà; ecc.

E le tabelle?

Se le liste sono difficili da trovare nei vari blog le tabelle sono una razza ormai estinta da mo’. Diciamo che questo strumento viene più usato per localizzare rapidamente le informazioni. Da evitare tabelle troppo larghe o con troppe colonne che obbligherebbero l’utente a “scrollare” la pagina in orizzontale per leggerle.

Dal mio punto di vista e dal tema del mio blog, sarà molto difficile che utilizzerò mai tabelle, in quanto gli argomenti che tratto non hanno bisogno di questa tipologia di strumento. Diciamola così:

  • usate le liste quando gli elementi da presentare appartengono a una solo categoria di informazione;

  • usate le tabelle quando dovete mettere in relazione due o più insiemi di elementi.

Con questo articolo credo che grosso modo si è capito come strutturare il testo per incominciare a scrivere un buon articolo per il web. La prossima volta ci inoltriamo sul mondo dei link.

Se vi è piaciuto l’articolo perché non mi lasciate un like e magari lo condividete? 🙂

@ 2017 Paolo Bua Corona