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Punti di vista

punti di vista,
foto dal sito http://enricca.tumblr.com/

Mi si chiede come invento le mie storie… questo è un assaggio che vi regalo volentieri miei cari lettori basta osservare, avere un po’ di sano umorismo e un pizzico di fantasia 

buona lettura.

La tacca.

Sarà la mia ennesima conquista, un’altra tacca sull’armadio. Sì caro mio, questa ci sta eccome! pensava il ragazzo dai lunghi capelli biondi da sembrare un angelo, con occhi azzurri come l’oceano e il viso dagli zigomi alti. Alto, slanciato, con un fisico asciutto. La guardava ammaliandola con il suo charme da perfetto don Giovanni. Le posò una mano sulla spalla e sussurrandole all’orecchio dolci parole d’amore sorrise, mostrandole i suoi denti splendenti, pensando felice alla nuova tacca che avrebbe inciso fiero una volta usato la ragazza.

Olezzo

Era bello non si poteva negare, certo il fiato era un qualcosa di misto ad alcol e carne putrefatta. Sempre così con gli uomini! Elena era da un po’ di tempo che veniva corteggiata da questo bellimbusto dai capelli oro e alla fine, per levarselo dalle scatole, accettò il suo invito sulla spiaggia. Ma che si era messo in testa? Mentre tratteneva il respiro per non svenire da quel olezzo pensava alla sua compagna che l’aspettava a casa.

La vecchia

«I giovani di oggi, che perdita di tempo! Pelandroni che pensano solo a divertirsi,» bofonchiò una vecchia, mentre arrancava sul marciapiede per il peso dei suoi anni. «Che senso ha di venire al mondo se poi si diventa vecchi? Che senso ha lavorare tutta una vita se poi con la pensione non puoi nemmeno comprarti una bara? Se esiste un dio, deve essere perfido nel gioire delle sofferenze che ha riservato per chi viene al mondo!» Si fermò un attimo davanti alla vetrina del barbiere e pensò amaramente: è forse un lavoro questo? Tagliare barbe e capelli per cosa? Tanto ricrescono! La vita è una cosa infernale finisce un dolore e subito ne riparte un altro, meglio la morte, la parola fine su tutto.

Il barbiere.

Guardava schifato la vecchia signora curva davanti al suo negozio. Aveva davanti a sé come in un fotogramma la vera storia dell’economia italiana. In lontananza due giovani intenti a inutili approcci amorosi, invece di pensare al lavoro! In primo piano il risultato di chi non pensa al futuro. Una brutta megera che, sicuramente quando poteva, invece di lavorare e sudarsi una pensione avrà pensato alla bella vita. Lui no invece, lui aveva un lavoro tramandato di generazione in generazione; lui faceva il barbiere un lavoro rispettato per chi sapeva come ci si doveva presentare al lavoro. Non come quel debosciato, capellone la in fondo che ci provava per di più con la lesbica del quartiere. «Che paese di fannulloni!» esclamò scopando il locale dal vario pelame appena reciso.

Il sole

Era sorto allontanando le nubi, in un cielo limpido di un azzurro surreale. Osservava da secoli la razza umana, fantastiche creature evolute della natura. Loro avevano imparato l’uso della parola per poter lodare Dio di tutte le cose meravigliose che agli uomini aveva donato. Guardò i due innamorati e pensò ad Adamo e Eva: il frutto del loro amore avrebbe regalato i vagiti melodiosi delle nuove generazioni. Guardò l’anziana signora: «Ecco la saggezza del popolo,» esclamò il globo infuocato «ecco chi ha vissuto la storia e può insegnarla ai giovani del mondo!» Guardò il barbiere che puliva il locale e pensò alla felicità che sicuramente stava provando nel fare un servizio alla società. Si gonfiò più che poté per regalare il suo calore a tutti questi personaggi. «Io sono il sole e il mio compito è di illuminare i figli di Dio che in questo momento staranno gustandosi questa meravigliosa giornata!»

© 2017 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

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