Pubblicato in: Scrittura Creativa

Scrivere è sedurre.

la-tunica-rosa-1927

(Uno dei mitici dipinti di Tamara de Lempicka)

Ben ritrovati, molti di voi mi hanno chiesto: come mai i miei scritti non assomigliano per nulla ai grandi maestri della letteratura?

Ah, be’ come rispondervi? Forse ancora non avete scritto abbastanza.

In questa “lezione”, chiamarla lezione mi fa un certo ché, vediamo qualche suggerimento per capire come avvicinarci ai grandi maestri.

Lasciando perdere il consiglio che più leggete dai grandi maestri e più capite come scrivono, c’è la concreta possibilità di iniziare a giocare con le parole come fanno questi: imparare a dosare le informazioni in nostro possesso.

Scrivere è l’arte di sedurre il lettore, fargli scoprire a poco a poco le grazie del libro; mostrare sì ma in modo velato, avvicinarsi un poco e poi di nuovo fuggire, concedere un sorriso e poi tornare distanti … Tutto condito dal sottilissimo tempo ben dosato né troppo lungo né troppo corto.

Ma come fare questo?

Per prima cosa bisogna che lo scrittore conosca la storia, tutta la storia che ha in testa, la trama deve essere lineare nella testa dell’inventore.

In secondo momento bisogna giocare sulla struttura del testo che vogliamo proporre al lettore.

Io, ma non sono uno dei maestri da seguire, di solito quando mi cimento nella scrittura, scrivo di getto tutta la trama e poi in un secondo momento incomincio la tecnica di seduzione: taglio lì, aggiungo là, modifico il contorno, gioco sui tempi di cottura del lettore, ci aggiungo un po’ di sale magari qualche pizzico di pepe, ricerco qualche condimento più appropriato, apparecchio la tavola e… lo scritto è pronto!

L’importante secondo la mia misera esperienza, è capire quali sono le informazioni principali e secondarie da far conoscere al lettore e creare un giusto equilibrio tra queste. Far percepire a poco a poco gli indizi giocando con la seduzione, poi da bravi civettuoli inserire qualche altra informazione più vaga e poi riprendere l’indizio e poi di nuovo sul vago magari descrivendo un paesaggio e poi zacchete arriva una bella dose di tensione e poi… e via di seguito.

Purché tutto sia in perfetto equilibrio!

Dovete crearvi una strategia vincente per far innamorare il lettore alla vostra storia.

Un consiglio spassionato provate a leggere qualcosa di Vasco Pratolini, a me ha colpito “cronaca familiare” che sia per il modo di scrivere ricco di particolari, insegna a comprendere la giusta dose di seduzione che serve a noi poveri scrittori esordienti.

E ora ci lasciamo con un esercizietto che ne dite?

Provate, dopo aver letto un libro che vi ha sedotto in modo particolare a capire quali sono gli elementi che lo scrittore ha usato. Rispondetevi al perché vi sono nate quelle determinate sensazioni mentre leggevate il libro. Quali parole vi hanno colpito? Come era il tempo di lettura andante o lento? Come ha creato la tensione? Come mai per quel determinato personaggio provo odio e invece in quell’altro mi rispecchio? E avanti così…

Se dopo aver letto, vi concentrate e cercate di capire i punti salienti che vi hanno fatto emozionare e provate con parole vostre a riprodurre l’emozione, state sicuri che avrete imboccato la strada giusta per diventare i nuovi maestri della letteratura.

Buon divertimento!

©2017 Paolo Bua Corona

Autore:

Credo che la fantasia sia uno strumento potentissimo per poter colorare la vita di tutti i giorni. Attualmente sono un copywriter, un blogger, un social media specialist, un collaboratore per alcuni giornali on line ma sopratutto sono un tizio a cui piace scrivere e provare meraviglia di tutto ciò che lo circonda, lasciando sempre spazio per un sorriso.

Rispondi