Pubblicato in: Racconti

Domani si ricomincia!

strada della fantasia
foto presa dal sito http://www.chandrasurya.net/

Cari lettori e care lettrici, leggere le vostre mail e i vostri messaggi per sapere che fine avevo fatto mi hanno riempito il cuore: GRAZIE!

Sono stato un pochetto indaffarato tra il lavoro di copywriter (sì, ora di lavoro faccio questo, ndr.), tra riuscire a riprendermi dalla morte del mio caro Butch che come sapete ci ha lasciato dopo una lunga malattia, tra le sospirate ferie che finalmente sono riuscito a prendermi ma sopratutto sono stato impegnato a scrivere il mio prossimo romanzo che finalmente tra alti e bassi sta per vedere la luce.

Di cosa parlerà non vi è dato di sapere, almeno non ancora 🙂 sappiate solo che sono 13 forse 14 racconti da sbellicarsi dalle risa! No, no, niente zanzare questa volta, ma esseri umani con la loro testa e le loro convinzioni. Presto riuscirò a finirlo e potrete leggerlo per poi farmi sapere le vostre impressioni che mi sono sempre molto care.

Dunque, ho strutturato i nuovi appuntamenti del blog: il lunedì continuerò a mostrarvi i consigli per strutturare efficaci presentazioni del vostro libro; il giovedì incomincerò a darvi qualche input su come scrivere per il web parlando di parole chiavi, copywriter e compagnia bella; il sabato lo lascio per i racconti e le storie che la natura che mi circonda mi dona volentieri, del resto il sabato mica si lavora, è giusto prendersi il tempo per rilassarsi no?

Bene accendiamo i motori, slacciate le cinture di sicurezza che si riparte sulla strada della fantasia!

© 2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: Non sono solo zanzare!, Scrittura Creativa

L’uomo

evoluzione uomo
la simpatica vignetta è stata presa dal sito http://www.scuolissima.com/

Ben ritrovati alla sesta puntata di scrittura creativa dove vi mostro nella pratica come ho scritto il mio libro “non sono solo zanzare!”

Dopo aver conosciuto le nostre amiche zanzare ora mi toccava studiare l’animale uomo.

Nel mio racconto questa figura doveva dimostrare due concetti fondamentali: l’intelletto e la capacità di amare. Ben inteso che considero con la parola “uomo” tutta l’umanità.

Partiamo con l’intelletto. Quante volte usiamo la scienza non per il nostro progresso psico/fisico ma per pigrizia? Avviso la gentile utenza che il protagonista umano del libro è il sottoscritto, per mostrarvi che non punto il dito a nessuno se non a me stesso. Torniamo a noi, dovevo cercare di scrivere come effettivamente usiamo la nostra intelligenza di esseri umani in rapporto con tutto ciò che ci sta intorno.

Come può una mente riuscire a creare cose magnifiche come l’arte e dall’altra parte usare quella stessa intelligenza per cose tipo le armi?

Allora ho pensato bene di fare in modo che siano le stesse zanzare a insegnare ai loro prescelti l’uso buono dell’intelligenza e noi umani, invece, usiamo questo sapere per crearci un modo di vivere nefasto: la diga del Vajont ne è un esempio.

Sentite cosa mi dice a un certo punto la Regina delle zanzare parlando proprio della diga.

L’avevamo data agli uomini per grandi e belle cose e come al solito la loro cupidigia li ha portati a quel tristissimo disastro. Per loro fortuna, almeno, l’hanno costruita in base ai nostri insegnamenti e infatti la diga ha retto. Quando scoprimmo dove l’avevano posizionata cercammo in tutte le maniere possibili di evitare che continuassero quel folle piano, ma non ci riuscimmo ahimè.”

Sapete ho dovuto inserire la storia del Vajont per non farla mai dimenticare e mi è sembrato una cosa buona dedicare una parte del mio libro a tutti quei parenti e amici che non ho mai conosciuto.

Ma torniamo a noi con il secondo concetto: l’uomo è capace di amore, non per niente uno dei capitoli è dedicato a mia moglie.

L’uomo è capace di creare meravigliose opere se all’interno di esse c’è l’amore:

«Perdoni la domanda, ma non c’è possibilità di errore visto l’enorme mole di lavoro che avete ogni giorno?»

«L’errore avviene di solito o perché si è stanchi o perché non si ha passione per il lavoro che si svolge. Nel primo caso ci si ferma e ci si fa sostituire de fratelli e sorelle più freschi; il secondo caso per noi non esiste. Qui il lavoro viene svolto al meglio dei modi con amore.»

Cercare di fare tutto quello che si ha per evolvere nell’amore, per l’amore e con l’amore mi sembra sia un ottimo modo per usare il nostro intelletto nella crescita, cosa ne dite?

Qui trovate il mio libro, per ora è in promozione 🙂

© 2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: Racconti

Mifegyne

aborto settimo mese mifegyne
Un bimbo al settimo mese

Oggi parliamo della famosa Ru 486, comunemente chiamata Mifegyne. Non sapete cos’è? Ottimo, ora vi spiego il tutto.

In Italia è già accessibile negli ospedali dal 2010, non serve nessun ricovero anche se i medici come ben sapete lo consigliano vivamente per ogni problema. Eh sì, perché questa pillola miracolosa risolve il problema di avere un figlio. Pensate che rottura di scatole avere questo affare per casa, ma ve ne rendete conto? Una macchinetta che mangia soldi e restituisce pianti e strilla, ogni tanto rigurgiti e odori malevoli. Per fortuna che la scienza ha fatto passi da gigante per qualcosa di utile non solo all’uomo ma finalmente anche alla donna!

È vero che non è proprio proprio esente da rischi, ci possono essere delle complicazioni, si parla di una cosa tipo 13 casi mortali. Ah no, non sto parlando di quell’affare dentro l’involucro di carne, quello viene ammazzato senza problemi. Che poi “ammazzato” è una parola grossa, ma secondo voi, quell’affare che vedete in foto qui sopra, si può forse definire un essere umano? Suvvia non scherziamo! Dicevamo 13 casi dove la donna potrebbe morire, niente se paragonato a una vita intera libera!

Certo bisogna dire, per correttezza, che molte donne che hanno abortito e purtroppo anche le persone attorno che le hanno aiutate in questa scelta, col passare del tempo provano una forma di rimorso post aborto, chi prima chi dopo. Se ci pensate è una cosa molto soggettiva che certo non deve influire sulla nostra libertà. Poi i vantaggi sono innumerevoli che portano in secondo piano queste inezie appena descritte: solo il 5% dei casi finisce sotto i ferri; si può interrompere la gravidanza al massimo alla settima settimana, quando l’affare ancora non ha un’anima, come si può ben vedere dalla foto in alto; molte donne ritengono il metodo farmacologico più naturale rispetto ad altri metodi (sì, è un po’ un controsenso definire naturale una cosa chimica, ma quante cose chimiche ormai vengono spacciate per naturali? Possiamo anche sorvolare,no?)

Ma che cosa fa esattamente questa pillola?

Il Mifegyne blocca gli effetti del progesterone quell’ormone necessario per far continuare quella seccatura che è la gravidanza.

Semplice no?

Quando si è decise di fare questa scelta il medico vi esporrà due possibili soluzioni per l’aborto, quella chirurgica e quella più “naturale”, il Mifegyne. È vero, sempre per correttezza, che il medico dovrebbe fare un colloquio di dissuasione previsto dalla legge 194 , ma bisogna essere anche un pochino elastici no? Con tutti i pazienti che aspettano fuori dalla porta possiamo anche chiudere un occhio a queste inezie, suvvia.

Alla fine se scegliete questo trattamento, questa soluzione finale, è di questo che stiamo parlando no? Una soluzione definitiva al problema, perché è un problema avere un figlio, giusto? Ci sono innumerevoli argomenti che si possono prendere in considerazione per giustificare la scelta di privare a quel affare di venire al mondo. Le nostre mamme per fortuna all’epoca del nostro concepimento, non hanno optato per nessun trattamento, donandoci proprio quella libertà di poter scegliere se far vivere o morire quel “coso”.

A voi la scelta.

© 2017 Paolo Bua Corona

Pubblicato in: Non sono solo zanzare!, Scrittura Creativa

Ultime news: l’ambiente!

Belluno, panorama, Dolomiti
Panoramica di Belluno foto di Stefano Guadagnin

Ben ritrovati al nostro bell’appuntamento su come ho creato il mio libro “Non sono solo zanzare!”

Allora, ero seduto sulla mia scrivania nel senso vero del termine, con le terga sopra la superficie della tavola. Mentre lo sguardo, che fissava un punto nel vuoto, incominciava pian piano a focalizzare cosa realmente stava guardando … le mie montagne!

Ora se qualcuno di voi non sa cosa sia Belluno, gustatevi la fotografia qui sopra creata da Stefano Guadagnin che ho inserito, proprio con lo scopo di mostrarvi in che gioiellino vivo… questo è l’ambiente dove le mie amiche zanzare scorrazzano liberamente!

Belluno, piccolo diamante incastonato tra le Dolomiti. Il confluire del fiume Ardo nel Piave disegna un alto sperone e su questa terrazza si apre il mondo pittoresco di noi Bellunesi; con le sue piazze, i molti portici, case gotiche, fontane antiche e palazzi rinascimentali. Passeggiando per le vie si scoprono scorci improvvisi sul fiume e sulle montagne … sì è un autentico paradiso!

Questo era il giusto ambiente che mi serviva e così sono stato agevolato nel far capire l’importanza della natura che ha sull’uomo.

Del resto le montagne sono uno dei posti che anche molti santi hanno usufruito per restarsene un po’ in colloquio con Dio, no? Ah, a proposito, sapete che San Giovanni Paolo II girava spesso per Lorenzago, altro paesino della provincia di Belluno? O che Canale d’Agordo, era il paese natale di papa Giovanni Paolo I? Eh sì, Belluno ha avuto un via vai di santi, non per niente il suo nome significa città splendente no?

Comunque torniamo a noi e alle nostre zanzare che avranno sicuramente contribuito a rendere santi questi personaggi!

Cosa di meglio di mostrare un paradiso dove le zanzare ci fanno scoprire il bello di essere creature? Tutte creature in un unico Creato!

Dovevo mostrare, sopratutto l’effetto che dona la natura, in questo caso bellunese, all’uomo. Vi riporto una frase che leggerete nel libro:

“… il sole in alto nel cielo mostra tutto il suo splendore illuminando con riflessi d’oro la Gusela del Vescovà un grosso blocco roccioso che si affaccia sulla fantastica parete rocciosa del gruppo severo dello Schiara. Questa parete lucente si erge in tutta la sua maestosità brillando come un faro sulla valle bellunese…”

…in un cielo si un azzurro surreale che sembra dipinto trasformando i contorni della Gusela in una madonnina di profilo che osserva la valle con lo sguardo amorevole di madre…”

Mi pare di esserci riuscito, no?

Bene l’ambiente era là, a portata di mano. Ora dovevo occuparmi delle fastidiose protagoniste, ma questo ve lo svelo la prossima volta…

© 2017 Paolo Bua Corona

P.s. basta un clic qui sotto per portarvi a casa una copia del libro

https://www.ibs.it/non-sono-solo-zanzare-libro-paolo-bua-corona/e/9788899739102#