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Uno strano “amico”.

urlo-munch
urlo di munch … chi non lo conosce?

«Quando ormai tutti ti respingono, quando la società con la sua beata omertà ti considera un fallito e ti guarda con quella sadica commiserazione che è insita in ogni uomo e donna per bene, ecco che salto fuori io: un amico fidato che ti comprende, che capisce il tuo disagio, che vuole aiutarti e farti rialzare,» gli disse mettendogli un tentacolo sulla spalla. «Certo se la società fosse meno ipocrita, se le persone che sbandierano poesie e frasi di qualche guru su facebook, appropriandosi di saggezze non vissute vedessero il problema, io che ci starei a fare in questo mondo? Per fortuna l’umanità preferisce indignarsi ma non muovere un dito; chiedere giustizia ma non metterci la faccia; criticare ma non cercare una soluzione! Anzi ti dirò di più, ci sono purtroppo delle mosche bianche che ostacolano la mia amicizia e quella di altri miei colleghi, ma per fortuna il pregiudizio riesce a ostacolarli facendoli passare per i cattivi! Ah che bello essere in questo mondo! Sì, capisco che per te in questo momento che sei in difficoltà non ti sembra così eccitante vivere, ma per fortuna mi hai incontrato.»

«Guarda te li ridarò il prima possibile!» disse piangendo l’uomo dalle spalle curve.

«Non pensarci ora! L’importante è che tu ti rimetta in sesto. Del resto mi sentirei in colpa, mi sentirei come tutte quelle “persone” che ti hanno voltato le spalle se ora non ti aiutassi, no? Stai tranquillo amico mio che di solito una mano lava l’altra. Oggi hai bisogno tu? Domani magari avrò bisogno io! Ci si aiuta. Io e te siamo diversi, lo si vede dal fatto che ci aiutiamo, che capiamo la disperazione, la viviamo insieme. Tu ora non farti pensieri, respira un po’ … piuttosto sei sicuro che ti bastano questi spiccioli? Perché ho pensato che magari è meglio se lasci che te ne impresti qualcosa di più, così da poter vivere un po’ e schiarirti le idee, che ne dici?» affabilmente e preoccupato gli propose.

«Ma no, guarda me li faccio bastare, non voglio approfittarne. Tu sei l’unico che ha avuto cuore di voler credere in me,» gli disse cercando di divincolarsi da quei tentacoli viscidi che gli giravano attorno, erano dappertutto.

«In realtà io ho tre cuori, forse per questo sono molto più comprensivo della tua razza. Cosa ne dici ora di firmare un contrattino tanto per formalizzare il nostro sodalizio?» disse proponendogli un foglio e porgendogli con un tentacolo la penna.

L’uomo dalle spalle curve iniziò a leggere le clausole del contratto e non riusciva a focalizzare se la paura crescente era dovuta a quei grossi tentacoli che lo accarezzavano dappertutto o dai tassi d’interesse spropositati che l “amico” proponeva!

«Cos’hai? C’è qualcosa che non ti va bene?» disse cambiando colore, da un azzurro sereno a un marrone scuro inquinato.

«No,» rispose tremando sentendo la morsa dei tentacoli che si facevano sempre più stretti attorno a lui «sono questi tassi d’interesse che non so… »

«Ricordati che sei solo! Ricordati che sei una vergogna anche per i tuoi cari, che poi sono davvero cari visto i debiti che ti hanno aiutato ad accumulare! Ma se pensi che non hai bisogno del mio aiuto non ci sono problemi,» sentenziò portandoselo ancora più vicino con i suoi grossi tentacoli.

«No, no firmo, firmo! Ho bisogno di quei soldi per favore!» singhiozzando implorò l’uomo dalle spalle curve.

«Bene,» disse soddisfatto accarezzandolo «fra una settimana incominceremo di nuovo a parlare di affari. Finisciti tranquillo il caffè che ora devo donare uno dei miei cuori a qualcun altro colpito dall’ipocrisia della gente.» disse salutando con un sorriso affabile e scivolando fuori dal locale, si dileguò tra le stradine di una città per bene.

Post Scriptum: gironzolando per internet mi sono imbattuto in questa associazione http://www.consultantiusura.it/ non ho mai approfondito la realtà di questa piaga sociale e documentandomi, la mia fantasia ha voluto dire la sua. Ecco come è nato questo raccontino che mi ricorda più lo stile di Re Stefano (stephen king ) rispetto allo stile che uso di solito. Spero che vi sia piaciuto ugualmente 🙂

© 2017 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

2 pensieri riguardo “Uno strano “amico”.

  1. Non ci posso credere. È bellissimo. Meno “tuo” del solito e più d’effetto ma prorio bello…

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