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Uomini e donne di razza.

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foto presa da http://marisdavis.blogspot.it/

Cercando di non prendermi una polmonite, mentre passeggio sotto l’arrivo dell’estate piovigginosa di Belluno, vedo un gruppetto di persone ben vestite sotto i portici del piazzale dello stadio, che sghignazzano tra loro.

Ottima idea ripararsi sotto i portici convengo tra me e me e mentre gli passo accanto sento chiaramente una donna della loro compagnia che salta fuori con una frase davvero infelice: «Certi clienti sono delle bestie peggio dei negri,» e di rimando uno degli ascoltatori «Non esagerare peggio dei negri non c’è nulla!»

In un istante la mia fantasia mi ha portato indietro nel tempo esattamente nel lontano 9 aprile 1865 in Virginia, America.

Ora, chi mi conosce sa che non mastico l’inglese, figuriamoci l’americano; ma la potenza della fantasia aveva fatto in modo di farmi viaggiare indietro nel tempo e di lasciarmi portare il telefonino con google translate. Come faceva a funzionare? Ah non lo so, penso grazie a qualche sistema quantistico fantastico!

Comunque torniamo a noi, non voglio divagare anche perché in quel momento mi trovavo davanti a nientepopodimeno che il generale degli Stati Confederati del Sud: Robert Lee.

Stava lì in piedi con i suoi baffoni neri leggendo quel pezzo di carta in mano che dopo la sua firma (che farà a breve) avrebbe concluso la guerra civile americana cominciata quattro anni prima.

Una guerra che era scoppiata (sembra quasi incredibile da dire) per il dissenso radicale che divideva a metà la giovane nazione: la schiavitù degli afroamericani, i famosi negri di cui verranno disprezzati da quel gruppetto di uomini e donne del 2017 citato in precedenza, doveva o no estendersi anche ai nuovi Stati che l’Unione acquisiva nei territori verso il Pacifico?

Due anni prima, stiamo parlando del 1863 il presidente Abraham Lincoln firmò un ordine presidenziale per l’emancipazione degli schiavi che liberava almeno sulla carta. Per lui uno Stato libero non poteva accettare che esseri umani venissero comprati e venduti come capi di bestiame. «Il razzismo,» come disse a Gettysburg «è impossibile da accettare in una democrazia!»

Sarà solo con l’arrivo di Truman succeduto a Roosevelt nel 1944 che riuscirà con le forze armate a fare un gran passo verso l’integrazione: l’arruolamento darà uno stipendio, una carriera, una dignità e il rispetto.

Dieci anni dopo, 17 maggio del 1954, si chiuderanno per sempre le scuole separate per bianchi e neri.

Nel 1967 Thurgood Marshall sarà il primo nero nominato giudice della Corte Suprema; il generale Collin Powell diventerà il primo capo di Stato maggiore della Difesa e infine nel 2008 Barack Obama sarà eletto presidente degli Stati Uniti. E tutto questo parte da questo pezzo di carta che intanto Robert Lee si è accinto a firmare.

Ritorno nella mia epoca, ha smesso di piovere, il gruppetto razzista ora se ne è andato. Vado al bar più vicino per rincuorarmi e osservo un marocchino che sta cercando di asciugarsi alla bene meglio fuori dal locale.

Sorrido, magari un giorno anche qui in Italia avremo alle cariche più alte dello Stato proprio un marocchino o un albanese, penso mentre ordino due caffè, uno per me e uno per il futuro Presidente della Repubblica.

© 2017 Paolo Bua Corona

Autore:

Mi ritengo un sarto musicofilo scrittore ma nella realtà mi diletto con ago e filo, strimpello il basso elettrico e scrivo di tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.

2 pensieri riguardo “Uomini e donne di razza.

  1. Beh……per ora abbiamo avuto una Miss Italia di colore (o negra, come preferiscono etichettarla i miei compatrioti “ariani”), e per la provinciale Italia è già stato un passo fuori dal sentiero, secondo me 😉

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